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Salute

Vaccini covid-19, quando gli effetti collaterali dipendono dalla psiche: lo studio di UniTo

Ansia e paura possono scatenare gli eventi avversi in seguito alla somministrazione

Gli eventi avversi che si scatenano in seguito alla somministrazione del vaccino per il covid-19 sono causati dalla nostra psiche. Perlomeno in buona parte. E' quanto dice lo studio di UniTo pubblicato su The Lancet Regional Health Europe. Si chiama 'effetto nocebo' ed è usato per indicare qualsiasi sostanza o terapia medica innocua e priva di attività terapeutica intrinseca, ma in grado comunque di scatenare effetti collaterali indesiderati a causa della valenza negativa che il soggetto attribuisce alla cura. In buona sostanza, i sintomi avversi che si scatenano dopo essersi sottoposti alla vaccinazione, non sono il risultato del vaccino di per sè, ma possono essere dovuti a paura e ansia. 

Lo studio

Il gruppo di ricerca coordinato dalla Professoressa Martina Amanzio del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino è il primo ad aver indagato gli eventi avversi associati agli studi clinici sui vaccini contro il Sars-CoV-2. Ha identificato tre trials di vaccini approvati dalle entità regolatorie in Ue (EMA) e negli Usa (FDA): due basati su mRNA (38.403 partecipanti) e un tipo ad adenovirus (6.736 partecipanti). In particolare, sono stati analizzati i dati di sicurezza rispetto agli effetti collaterali sollecitati nei gruppi placebo, trattati con soluzione fisiologica, e per il farmaco attivo, prendendo in considerazione due vaccini a mRNA ( Pfizer e Moderna) e uno ad adenovirus (Johnson & Johnson). I risultati dello studio hanno evidenziato un’incidenza di eventi avversi comunemente riscontrati in tutti i trials, nei gruppi placebo e nei gruppi farmaco attivo.

Gli eventi avversi (AEs) dei farmaci sono una caratteristica centrale delle informazioni di valutazione della sicurezza. È noto che gli studi clinici randomizzati (RCTs) forniscono una prospettiva per comprendere il ruolo delle aspettative negative sui soggetti che sanno di poter ricevere un farmaco che potrà favorire il verificarsi degli AEs. E' risaputo come i farmaci che producono più AEs causino maggiori effetti collaterali anche nei gruppi placebo e di conseguenza maggiori tassi di abbandono. Gli AEs studiati nei gruppi che ricevono il placebo, attraverso somministrazione di soluzione salina, vengono descritti in termini di risposta nocebo, comune nella pratica clinica. I risultati hanno evidenziato un profilo degli effetti avversi sollecitati nei bracci placebo paragonabili a quelli del vaccino, anche se la percentuale era più elevata nei gruppi attivi.

Effetti avversi più comuni

Gli AEs sollecitati e più frequentemente riportati sono stati: affaticamento, mal di testa, dolore locale come reazione al sito di iniezione, e mialgia/dolore muscolare. In particolare, rispetto alle prime dosi, la fatica è stata riportata dal 21-29% nei gruppi placebo e dal 37-42% nei gruppi farmaco attivo; il mal di testa dal 24-27% e 33-39% nei gruppi placebo e farmaco attivo rispettivamente; e i dolori muscolari dal 10-14% nei gruppi placebo e dal 18-33% nei gruppi farmaco attivo. Anche le reazioni al sito di iniezione erano comuni: 12-17% nel placebo e 48-84% dopo la vaccinazione attiva.

“Evidenziare tempestivamente l'importanza della risposta nocebo associata all'attuale vaccinazione contro Sars-CoV-2 - ha spiegato la Prof.ssa Martina Amanzio - è molto importante. In molti Paesi in cui il vaccino è stato reso disponibile c'è infatti una minoranza significativa che rifiuta di essere sottoposta a immunizzazione. La maggior parte di questi soggetti è scarsamente informata sulla sicurezza del vaccino, sulla sua capacità di proteggere dall'infezione grave da Sars-CoV-2 e sull'importanza del raggiungimento dell'immunità di gruppo. La nostra pubblicazione - conclude - aggiunge un'importante informazione sulle reazioni avverse al vaccino. Sarebbe auspicabile che i medici utilizzassero queste conoscenze per rendere consapevoli i loro pazienti sulla necessità di aderire alla vaccinazione contro il covid-19”.
 

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