Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Salute

Tumori della pelle, il triste primato di Torino: ogni anno 1400 nuovi casi

L’Accademia di Medicina di Torino organizza una seduta scientifica online a tema

Torino ha un triste primato: quello di essere la città italiana con il maggior numero di nuovi casi di tumori cutanei. In città e in provincia i numeri sono allarmanti. Tra gli invasivi (500) e i non invasivi (900), si parla di circa 1400 casi all'anno. Mentre l’incidenza è andata progressivamente aumentando, la mortalità si è mantenuta sostanzialmente stabile grazie all'aumento di diagnosi precoci. Il melanoma, con 13mila casi all'anno in Italia e un'incidenza più che raddoppiata negli ultimi trenta, è uno dei tumori più aggressivi e le popolazioni del Nord Italia sono a maggior rischio per la carnagione chiara e per la scarsa abitudine della pelle all’esposizione solare.  Il 20% dei casi è riscontrato in soggetti tra 15 e 39 anni.

Un incontro a tema

A questo proposito, venerdì 12 febbraio alle 17.30, l’Accademia di Medicina di Torino organizza una seduta scientifica online dal titolo “Tumori cutanei: dalla prevenzione alle terapie innovative”. L'incontro sarà condotto da Maria Grazia Bernengo, professore di Dermatologia all’Università di Torino e membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione per la prevenzione e cura dei tumori in Piemonte, nonché socio ordinario dell’Accademia. Tra i relatori, Pietro Quaglino e Maria Teresa Fierro, entrambi soci dell’Accademia. Pietro Quaglino è professore associato presso la Clinica Dermatologica dell’Università di Torino, Dipartimento di Scienze Mediche, ricopre il ruolo di Dirigente Medico di primo livello presso la Città della Salute e della Scienza di Torino. Maria Teresa Fierro è professoressa di Dermatologia all’Università di Torino e Direttore della Struttura Complessa di Dermatologia presso Città della Salute di Torino.

"L’incidenza del melanoma in Italia, ed in modo particolare a Torino, mostra un trend in costante aumento, ma la diagnosi precoce e la prevenzione permettono di ridurne la mortalità. Negli ultimi anni lo sviluppo delle conoscenze in ambito di patogenesi molecolare dei tumori cutanei e di immunoncologia ha portato allo sviluppo e sperimentazione in ambito clinico di una serie di nuovi composti sia come target therapy a bersaglio molecolare sia come immunoterapia". 

I soggetti più a rischio 

"I soggetti più a rischio - spiega il dottor Paolo Broganelli, Dermatologo responsabile della Struttura semplice di Prevenzione dei Tumori cutanei della Città della Salute e della Scienza di Torinosono tradizionalmente tutte le persone con carnagione e occhi chiari, i cosiddetti fototipo bassi, con capelli biondo-rossi-castani, efelidi e tendenza a scottarsi e a non abbronzarsi affatto o poco lentamente. Sono a rischio anche le persone che presentano numerosi nei, familiarità o storia personale di melanoma". Nella fascia d’età sotto i 15 anni il melanoma è veramente raro anche se eccezionalmente può presentarsi. "Ma è proprio nelle prime decadi di vita - spiega ancora Broganelli - che bisogna intervenire per educare bambini e ragazzi ad una adeguata esposizione solare in modo da evitare i danni dei raggi ultravioletti che potrebbero favorire l’insorgenza del tumore anche a distanza di decenni. Sensibilizzare i più piccoli significa tutelare la loro salute, prevenendo il rischio melanoma da giovani adulti".

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