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Salute

Cto, sperimentato con successo un nuovo intervento per l'instabilità rotulea

Si tratta della tecnica di trocleoplastica artroscopica

Al Cto della Città della Salute di Torino è stato sperimentato con successo un nuovo e rivoluzionario intervento di trocleoplastica artroscopica per l'instabilità rotulea. Questa tecnica, impiegata nel reparto di Ortopedia e Traumatologia diretto dal professor Alessandro Mazzè, viene utilizzata dal dottor Marcello Capella e grazie all'impiego di limitate immagini radiologiche intraoperatorie, permette una migliore definizione spaziale e una più precisa verifica della correzione ottenuta, con un'accurata riproduzione tridimensionale dell'anatomia.

Nessuna complicanza post operatoria

I risultati clinici sui pazienti, in seguito a questo intervento, sono stati buoni, non si sono registrate recidive di lussazione, le complicanze sono risultate percentualmente inferiori rispetto alla tecnica tradizionale con tempi di ospedalizzazione ridotti.

Una maggiore precisione di esecuzione con riduzione del dolore e delle complicanze per un decorso post operatorio accelerato. Inoltre ciò che è andato oltre le aspettative è stata l'immediata ripresa della mobilità attiva con limitata sintomatologia dolorosa, che ha permesso di intraprendere un percorso riabilitativo accelerato. Il Cto per questo nuova tipologia di intervento per questa rara patologia potrà permettere la centralizzazione dei pazienti da altri ospedali della nostra regione e di quelle limitrofe e potrà contribuire ad alimentare il numero di interventi eseguiti con questa tecnica.

Cos'è l'instablità femoro-rotulea

L'instabilità femoro-rotulea è caratterizzata da lussazioni recidivanti della rotula. Si tratta di una condizione abbastanza rara (6 su 100.000 persone), ma invalidante perchè impone delle limitazioni nelle attività quotidiane dei pazienti affetti. Si manifesta a partire dall'adolescenza e, se non trattata, conduce a progressiva usura della cartilagine articolare e ad artrosi conclamata. L'instabilità rotulea è determinata da molteplici fattori: la displasia della troclea femorale, ovvero del “binario” che accoglie fisiologicamente la rotula, è tra questi il più frequente e il più importante, ma anche il meno trattato.

Il rimodellamento della troclea femorale o trocleoplastica è infatti una procedura di difficile esecuzione e di rilevante invasività se eseguito con tecnica tradizionale a cielo aperto e allo stato attuale viene eseguita sporadicamente in pochi centri specializzati in Italia. Spesso si preferisce eseguire la correzione di altri fattori anatomici collaterali, esponendo al rischio di nuove lussazioni e non restituendo una corretta morfologia articolare. 

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