Coronavirus non ferma i trapianti: una catena di donazioni attraversa l'Italia

Alle Molinette paziente salvata da un rene di una donatrice vivente: è la prima volta

Il prezioso aiuto della polizia

Quando Il Coronavirus ferma tutto ma non la solidarietà. Mentre scuole, musei e aziende chiudono le porte, una catena di donazioni con scambio di organi e trapianti incrociati attraversa l'Italia e supera ogni barriera. Così per la prima volta in Piemonte, all'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, è stato effettuato con successo un trapianto di rene su una donna, da una donatrice vivente di Bari secondo il programma nazionale di trapianto di rene crossover a modalità incrociata. 

Si era partiti lo scorso novembre proprio dal Piemonte con la donazione di un organo di una donatrice deceduta. Il suo rene era risultato idoneo per un paziente di Padova inserito nel programma cross-over Dec-k (DECeased Kidney).

L'innesco decisivo 

L'avvenuto trapianto su questo paziente ha innescato una catena di donazioni da vivente e trapianti che ha coinvolto 3 coppie seguite in regioni diverse d'Italia (Veneto, Sicilia e Puglia). La compatibilità biologica delle nuove coppie è stata determinata grazie al coinvolgimento di diversi Laboratori di Immunogenetica e dei Coordinamenti regionali trapianto (per il Piemonte all'ospedale Molinette diretti dal professor Antonio Amoroso).

In seguito Padova in Veneto a sua volta ha donato a Palermo in Sicilia, che a sua volta ancora ha donato un organo a Bari in Puglia. Qui ne ha beneficiato una coppia incompatibile per un trapianto di rene da vivente. Ed ecco che la donatrice vivente, moglie del ricevente, in riconoscenza per aver salvato il marito, ha donato un rene ad una giovane donna di Torino, chiudendo proprio questa catena di scambi in Piemonte. Questo sistema ha dunque permesso il trapianto di una giovane paziente di 33 anni in dialisi dal 2014.

Fondamentale l'aiuto della polizia 

Il rene è arrivato anche con il contributo delle forze di polizia di Bari che hanno trasportato l'organo, trapiantato a Torino nello stesso giorno, presso l'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Il trapianto è stato effettuato dai Chirurghi vascolari dal dottor Aldo Verri (responsabile della Chirurgia vascolare ospedaliera) e dalla dottoressa Caterina Tallia, dall’ urologo Giovanni Pasquale (sotto la direzione del professor Paolo Gontero) e dall’anestesista Andrea Pusineri (sotto la direzione del dottor Roberto Balagna).

Un'équipe eccezionale 

L’intervento è tecnicamente riuscito e per la paziente la dialisi è ormai un ricordo, mentre la funzionalità del rene trapiantato migliora rapidamente con le cure dell’équipe nefrologica, diretta dal professor Luigi Biancone.

“Alle Molinette  - ha spiegato - abbiamo quasi triplicato il numero di trapianti di rene da vivente negli ultimi 4 anni  e questo programma di cross-over potrà dare ulteriore slancio alla nostra attività. Nonostante l’attività notevole nel trapianto da donatore deceduto, i tempi di attesa in dialisi rimangono lunghi, ed oltretutto il trapianto da donatore vivente ha una funzionalità e durata maggiore. Ecco perché la generosità di un donatore può essere così importante”.

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Il programma crossover è attivo a livello nazionale già da qualche anno: è molto complesso dal punto di vista organizzativo, ma offre l’opportunità di ottenere un trapianto anche in caso di incompatibilità immunologica con un donatore vivente nel caso in cui la donazione diretta tra persone legate affettivamente non fosse possibile.

 

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