Tumore colon-retto, l'Istituto di Candiolo individua la proteina che lo uccide

Si sta già lavorando al farmaco

In Italia si formulano ogni anno circa 53.000 nuove diagnosi di tumore del colon-retto. Ma secondo uno studio cui ha partecipato l'Istituto di Candiolo Irccs, sono state poste le basi per sviluppare una terapia applicabile su questo tipo di neoplasia. L’importante lavoro dell’equipe, che comprende anche Gabriele Picco, ricercatore formatosi a Candiolo e post-doc a Cambridge, è stato coordinato da Mathew Garnett del Sanger Institute di Cambridge, nel Regno Unito. 

La collaborazione anglo-italiana

Il gruppo inglese ha applicato una tecnologia chiamata CRISPR/Cas9 che permette di eliminare, una per una, le proteine presenti in un tumore. Quando una proteina è identificata come decisiva per la crescita del tumore, la sua inattivazione, tramite il sistema CRISPR/Cas9, porta alla morte della massa neoplastica. Il laboratorio di Cambridge ha effettuato una rimozione sistematica di migliaia di proteine in centinaia di tumori diversi, identificando in questo modo una serie di geni “candidati” che, una volta eliminati, avrebbero compromesso la crescita di alcuni tipi di tumore.

Terapia rivoluzionaria

I ricercatori di Candiolo, guidati dal prof. Livio Trusolino, professore presso il Dipartimento di Oncologia dell'Università di Torino, dal prof. Andrea Bertotti, co-direttore insieme a lui del Laboratorio di Medicina Traslazionale del Cancro all'Istituto di Candiolo, hanno analizzato uno dei geni candidati, chiamato WRN, dimostrando che l’eliminazione del gene è dannosa in particolare nei tumori del colon di tipo MSI. Un risultato significativo che potrebbe aprire le porte ad una rivoluzionaria terapia per contrastare questo particolare tumore.

“Lo studio, condotto con il Sanger Institute di Cambridge - ha detto Livio Trusolino - , è partito dall’ipotesi che un qualunque tumore abbia una sorta di tallone di Achille, un punto debole. Da qui, tramite screening sistematici su scala globale, abbiamo cominciato a identificare le proteine che, se disattivate, portano alla regressione dei tumori".

Presto il farmaco

Nello specifico, relativamente ai tumori del colon-retto di tipo MSI (che sono circa il 5-10% di tutti i tumori intestinali), quando la proteina WRN è disattivata la massa tumorale va incontro a morte. In questo senso, si sta già lavorando a un farmaco in grado di contrastare questo particolare tumore del colon-retto e le industrie farmaceutiche si sono attivate. 

“Le potenzialità applicative in oncologia sono ovviamente molto importanti - così Anna Sapino, direttore scientifico dell’Istituto di Candiolo - . Alla luce della scoperta del team anglo-italiano, diversi laboratori si stanno occupando di disegnare dei farmaci che possano inibire WRN come preludio per una terapia innovativa nei pazienti affetti da tumore del colon. Il prossimo passo sarà un trial clinico di fase 1 che utilizzi queste terapie innovative”.
 

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