L'impatto del covid-19 sui pazienti con mieloma: la ricerca tutta torinese della Fondazione Emn Italy Onlus

Uno studio che coinvolgerà sette paesi europei e il Regno Unito

Una raccolta dati a livello europeo dei pazienti con mieloma che hanno contratto l'infezione da covid-19. E' l'iniziativa avviata dalla Fondazione Emn Italy Onlus di Torino che, in collaborazione con European Myeloma Network International, coinvolgerà sette paesi più il Regno Unito: la piattaforma è stata realizzata nella sede torinese della Fondazione, realtà no profit impegnata nel sostegno economico, finanziario, operativo e gestionale alle attività di ricerca scientifica sulle malattie ematologiche, con una particolare attenzione al mieloma multiplo.

Lo studio, oltre ad avere l'obiettivo di definire il comportamento del virus nei pazienti con mieloma, punta a stabilire la severità della malattia, i risvolti clinici e l’eventuale impatto della terapia antitumorale. Verranno individuati i valori di laboratorio associati alla malattia e saranno analizzate eventuali connessioni con conseguente rischio di peggioramento della situazione clinica. Saranno delineati possibili sottogruppi di pazienti in cui si è riscontrata una maggiore incidenza del virus e si valuteranno le diverse risposte cliniche. Lo studio sarà anche volto a comprendere quanto il Myeloma Frailty Score, ovvero l’indice di fragilità assegnato a ciascun paziente affetto da Mieloma Multiplo, abbia avuto un ruolo nel delineare i pazienti a maggior rischio e verrà valutato se le diverse strategie adottate dai singoli paesi abbiano in qualche modo contribuito a diversi scenari e risvolti clinici.

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Lo studio coinvolgerà, come già evidenziato, oltre al Regno Unito con il prof. Gordon Cook, ematologo e docente presso l'università di Leeds nonché membro del board di Emn International e coordinatore dell’intero progetto, altri sette stati europei: Italia, Olanda, Austria, Repubblica Ceca, Belgio, Germania e Grecia. 

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