Al San Luigi intervento innovativo: ricostruita la scapola con protesi su misura

Nel reparto di Ortopedia diretto dal prof. Castoldi

In questi giorni al San Luigi di Orbassano, si è svolto, presso il reparto di Ortopedia diretto dal professor Filippo Castoldi, un intervento complesso. Si tratta di reimpianto di protesi inversa di spalla con la ricostruzione in titanio Custom Made (su misura) della parte articolare mancante della scapola in un giovane paziente. La storia inizia con il fallimento della protesi anatomica che gli era stata impiantata nel 2005 e che, dopo la sua mobilizzazione, aveva eroso e consumato buona parte della scapola. Attraverso una sofisticata metodica che sfrutta lo studio TC della spalla del paziente, si è ricostruita la parte scapolare mancante ricostruendola in titanio; sulla scapola così ricostruita si è poi impiantata la protesi di spalla.

Il primo impianto protesico di spalla risale al 1893, attribuito ad un chirurgo francese di nome Pean. Non fu un successo per i materiali usati e per la scelta del paziente affetto da un quadro di tubercolosi articolare. Al di là degli inizi complicati di questa chirurgia, il ritardo rispetto alle altre articolazioni è da attribuire al ritardo nell'interesse per questo distretto: le conoscenze della biomeccanica e delle patologie del cingolo scapolo omerale sono progredite in tempi più recenti rispetto alle altre. 

Inoltre l'articolazione in questione è molto mobile e complessa, caratteristiche che rendono difficile il buon funzionamento dell'impianto protesico.  Pertanto gli insuccessi iniziali e la scarsa conoscenza della biomeccanica hanno rallentato la diffusione di questo impianto. Il prossimo mese di febbraio si svolgerà presso il San Luigi, il II° corso avanzato di Chirurgia protesica di spalla che radunerà i maggiori esperti del settore.

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