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Il Regina Margherita va a casa dei piccoli pazienti oncologici

Per rendere più "normale" la loro quotidianità

I piccoli pazienti oncologici potranno essere curati a casa: l'ospedale si sposterà da loro evitando di esporli a contatti potenzialmente pericolosi. Si tratta di un progetto pilota del Regina Margherita - dal nome "Voglio stare a casa, vieni tu", in collaborazione con l'Ail (Associazione italiana contro leucemie e linfomi) e con l'Ugi (Unione genitori italiani conto il tumore) - presentato in Regione che partirà a marzo e permetterà ai bimbi malati di tumore e immunodepressi, di beneficiare dell'ospedalizzazione a domicilio.

Servirà a ridurre i loro disagi psicologici e garantire un insieme di prestazioni mediche da casa, secondo piani individuali: cure, controlli e prelievi a domicilio diminuiranno il tempo trascorso in ospedale, migliorando la qualità della vita dei piccoli pazienti. "L'importanza di un ospedale - ha sottolineato il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino - si misura sempre meno in termini di letti e sempre più nella capacità di integrarsi in rete. Intendiamo estendere l'iniziativa a tutto il Piemonte, inserendola organicamente all'interno della sanità regionale".

Presto nel resto del Piemonte 

Il commento si riferisce soprattutto alla polemica che nelle ultime settimane ha coinvolto il Parco della Salute e in particolare proprio il futuro del Regina Margherita. Ma il progetto, come precisano gli addetti ai lavori, si rivolge in particolare ai bambini che hanno l'80% delle possibilità di guarire e che per qualche anno devono sottoporsi a cure, recandosi in ospedale tutti i giorni. Con l'ospedalizzazione a domicilio certo, per loro la vita si normalizzerebbe e migliorerebbe a livello qualitativo. Un'iniziativa che, come ha promesso l'assessore alla Sanità regionale Antonio Saitta, verrà estesa anche nel resto del Piemonte.

Il progetto partirà con una decina bambini al giorno, residenti a Torino, nei comuni limitrofi o ospitati nelle strutture che collaborano con il Regina Margherita. I piccoli pazienti saranno seguiti da due infermieri esperti, che faranno a domicilio tutte quelle pratiche che in certe condizioni diventano pressoché quotidiane quali prelievi e medicazioni. E in ogni caso, qualora la visita medica fosse necessaria, sarà programmata in ospedale il giorno stesso o quello seguente.

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