Impiantata una protesi all'aorta passando dalla carotide (e non dalle gambe), primo caso in Italia

Paziente a casa dopo pochi giorni

immagine di repertorio

Per la prima volta in Italia all'ospedale Molinette di Torino, a metà luglio 2019, è stata impiantata una protesi aortica con un intervento innovativo attraverso la carotide su un uomo di 53 anni.

Da venti doveva andare in ospedale tre volte a settimana per sottoporsi a dialisi per una malattia congenita. Fino alla possibilità di essere trapiantato di rene e avere finalmente una vita normale.

Durante gli esami preliminari al trapianto, però, gli era stata riscontrata una grave malattia cardiaca che non permette l’inserimento in lista: un cuore molto stanco, la valvola aortica quasi chiusa e l’impossibilità di operare il paziente a cuore aperto per un rischio troppo elevato.

La stenosi aortica è una patologia che determina la chiusura della valvola che permette il passaggio del sangue dal cuore al resto del corpo. L’unica cura è un intervento di sostituzione della valvola malata. Già da alcuni anni è possibile impiantare delle protesi attraverso le arterie della gamba. Ma i tanti anni di dialisi hanno rovinato le arterie periferiche e l’aorta, rendendo impossibile l’intervento con gli accessi normalmente utilizzati.

Grazie però al lavoro di squadra dell'Heart Team delle Molinette (cardiochirurghi, cardiologi, cardioanestesisti, chirurghi vascolari) è stato possibile, per la prima volta in Italia, eseguire l’intervento passando dal collo, attraverso l'arteria carotide, e con il paziente sveglio grazie all’anestesia locoregionale. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla tecnologia fornita dalla nuova sala ibrida dell’ospedale.

L'intervento è stato effettuato dalle équipe coordinate dal professor Mauro Rinaldi (direttore di cardiochirurgia universitaria) e dal professor Gaetano Maria De Ferrari (neo-direttore della cardiologia universitaria, appena arrivato dal Policlinico di Pavia) e in particolare dai cardiochirurghi Stefano Salizzoni e Michele La Torre, dai cardiologi interventisti Maurizio D’Amico e Federico Conrotto, e dal chirurgo vascolare professor Fabio Verzini.

Il paziente, dopo 50 minuti di intervento, è stato subito trasferito in reparto senza passaggio in terapia intensiva e dopo tre giorni, è stato dimesso a casa, dove ora finalmente può aspettare un rene nuovo.

Questo innovativo intervento, inventato recentemente a Lille in Francia, apre nuove strade verso il trattamento delle patologie cardiache e vascolari e permetterà di poter curare sempre più pazienti. Infatti da un recente articolo i risultati di questa tecnica comportano meno ictus e meno complicanze vascolari rispetto alla tecnica tradizionale.

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