Telemedicina, la Regione Piemonte potenzia il monitoraggio digitale dei pazienti cardiopatici

Oltre a ridurre gli accessi ambulatoriali, il sistema permette l'individuazione di eventuali problemi o malfunzioni

In questo momento delicato di emergenza sanitaria, in cui aumentano i contagi da covid ma esistono altre tipologie di pazienti che necessitano di cure, la Regione Piemonte prosegue nel potenziamento della telemedicina e nel rafforzamento della sanità digitale. Con una delibera proposta dall’Assessorato alla Sanità, sono ora possibili le prestazioni ambulatoriali per il controllo e il monitoraggio, anche a distanza, di particolari patologie cardiologiche. Prevista anche l’estensione del numero di prestazioni erogabili in regime di esenzione ticket per chi soffre di malattie cardiache e del circolo polmonare. In sostanza, sarà possibile monitorare a distanza i portatori di pacemaker, loop recorder (dispositivi per la diagnosi di aritmie) o defibrillatori automatici impiantabili. La delibera introduce nel nomenclatore tariffario una nuova prestazione della branca di cardiologia.

Monitoraggio costante

I vantaggi potenziali del controllo remoto, oltre a ridurre e ottimizzare gli accessi ambulatoriali tradizionali, consentiranno l'identificazione precoce di problemi tecnici del dispositivo e degli elettrocateteri ed eventuali malfunzioni; la valutazione continua dello stato della batteria e delle funzioni di sensing, soglia e impedenza; individuazione precoce dei cambiamenti dello stato clinico del paziente, dalle aritmie atriali e ventricolari al trend della frequenza cardiaca, la progressione dello scompenso ecc; la reazione tempestiva alle variazioni dello stato clinico e valutazione tempestiva dei cambiamenti terapeutici introdotti. 

"Il progresso tecnico-scientifico - sottolinea l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi - in campo biomedico ha permesso di sviluppare dispositivi che permettono il monitoraggio di particolari patologie cardiologiche anche a distanza, consentendo il miglioramento della qualità di vita del paziente nel rispetto dei protocolli clinico-sanitari e assistenziali adottati nella pratica cosiddetta tradizionale. Numerosi studi clinici ed esperienze aziendali già condotte hanno dimostrato che il monitoraggio da remoto può sostituire i controlli ambulatoriali tradizionali senza compromettere la sicurezza del paziente, rendendo efficiente l’utilizzo delle risorse, nel rispetto della programmazione di almeno una visita l’anno in ospedale come da linee guida internazionali".

Il numero di impianti di pacemaker, di defibrillatori e di loop recorder impiantabili è significativamente aumentato nell’ultima decade, a seguito delle nuove indicazioni emerse dai risultati dei studi clinici che evidenziano benefici come riduzione dell’ictus, delle ospedalizzazioni per ictus e aritmie atriali, prevenzione di eventi di scompenso cardiaco ed aumentata sopravvivenza. Il telemonitoraggio di pazienti portatori di dispositivi per la diagnosi di aritmie, pacemaker o defibrillatori automatici impiantabili, permette di registrare l’attività elettrica cardiaca e trasmetterla all’ospedale di riferimento. In questo modo, eventuali aritmie vengono individuate, il rischio e la prognosi vengono rivalutati costantemente ed è anche possibile valutare l’efficacia delle misure terapeutiche intraprese.

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