Salute

Emergenza Covid, il Piemonte si prepara a riorganizzare gli ospedali

In vista di una possibile seconda ondata di contagi in autunno

Sarà presentato oggi, venerdì 12 giugno in Giunta per essere poi sottoposto all'approvazione del Ministero della Salute, il nuovo piano di riorganizzazione della rete ospedaliera della Regione Piemonte. Nessuno può dire con esattezza cosa succederà nei prossimi mesi, ma virologi e medici propendono per una seconda ondata di contagi - che potrebbe essere anche piuttosto consistente - il prossimo autunno. E allora, per non farsi trovare impreparati, il Piemonte si muove. 

Aumento dei posti letto in terapia intensiva e semi-intensiva, individuazione degli ospedali Covid sul territorio, ristrutturazione dei pronto soccorso e consolidamento della separazione dei percorsi, rotazione e distribuzione delle attrezzature e delle strumentazioni, aumento dei mezzi di soccorso da dedicare ai trasferimenti tra ospedali e incremento del personale in aggiunta all’attuale dotazione organica del servizio sanitario regionale: sono questi i principali punti del piano elaborato dal gruppo di lavoro guidato dal dottor Giovanni Monchiero, illustrato ieri con un’informativa in Commissione regionale dall’assessore alla Sanità Luigi Icardi.

"Covid Hospital"

Nella fase di elaborazione del Piano alcune Aree Omogenee hanno già individuato i futuri “Covid Hospital. L’area di Torino ha scelto gli ospedali “Amedeo di Savoia” e  “San Lorenzo” di Carmagnola; l’Area “Piemonte Sud-Ovest” l’ospedale Civile di Saluzzo. Le altre aree hanno ritenuto non necessario individuare sin da ora eventuali “Covid Hospital” riservandosi la scelta al momento della effettiva necessità.

Gli Ospedali Covid non potranno comunque garantire, in condizioni epidemiche importanti, un numero di posti letto sufficiente ad assistere tutti i pazienti con patologie Covid-19 correlate. E, in ogni caso, gli ospedali sede di Dea di I e II livello saranno chiamati a seguire i casi di maggiore complessità. Il piano prevede di consolidare e di rendere strutturale la separazione dei percorsi all’interno dei presidi ospedalieri, nonché la ristrutturazione degli spazi destinati al “Pronto Soccorso” con individuazione di distinte aree di permanenza per i pazienti sospetti Covid-19 o potenzialmente contagiosi, in attesa di diagnosi.

Strutture private e temporanee

Le strutture private potranno essere coinvolte a vari livelli in base alla situazione epidemiologica e alla necessità del momento. Così come quelle aggiuntive temporanee attivate per dare risposta ad eventuali ulteriori picchi di domanda di ricovero, in caso di incremento della curva epidemica. Nel mese di aprile è stata attivata l'area ospedaliera Ogr a Torino, interamente dedicata alla gestione esclusiva dei pazienti affetti da Covid 19, che resterà operativa almeno fino al dicembre 2020.

Strutture movimentabili

Il Decreto legge 34/2020 prevede ulteriori 300 posti letto, suddivisi in quattro strutture movimentabili, ciascuna delle quali dotata di 75 posti letto, che in caso di necessità potranno essere collocate in aree preventivamente individuate da parte di ciascuna regione. Saranno identificate aree di pertinenza di Ospedali sede di DEA. Fino al 31 dicembre 2020 viene individuato l’ambito dell’Ospedale San Luigi di Orbassano.

Posti letto in terapia intensiva e semi-intensiva

Aumentano anche i posti letto in terapia intensiva che da 311 passano a 610. A questi si aggiungono 16 posti letto di DH di norma dedicati a terapia antalgica, per un totale di 626 pl complessivi. Nella terapia semi-intensiva si prevede di arrivare a 305 posti dai 125 pre-Covid. Circa metà di questi posti letto (153) potranno essere convertiti in posti letto di terapia intensiva.

Attrezzature e strumentazioni

La riprogrammazione e riorganizzazione del fabbisogno e la disponibilità di posti letto di area intensiva e semi intensiva rende necessaria la dotazione impiantistica idonea a supportare le apparecchiature di ausilio alla ventilazione e monitoraggio (impianti di erogazione di ossigeno, aria compressa e vuoto, elettrici e di implementazione tecnologica), in modo che i letti siano fruibili sia in regime ordinario, sia in regime di trattamento infettivologico per alta intensità di cure.

Il finanziamento statale per la Regione Piemonte è pari a 111.222.717 euro. 51,7 milioni sono previsti per gli interventi in terapia intensiva, oltre 33 milioni per la terapia semi-intensiva, 24,7 milioni per gli interventi di emergenza-urgenza (Dea), 900.000 euro per l’acquisto dei mezzi per l’emergenza territoriale. Previsto inoltre l’acquisto di nuove ambulanze e aumento di personale per i mezzi di trasporto, attraverso le convenzioni con le associazioni di volontariato che svolgono l’attività di trasporto dei pazienti.

I pronto soccorso

In previsione di un ritorno all'emergenza verranno anche riorganizzati e ristrutturati alcuni pronto soccorso, individuati dalla Regione, separando i percorsi e creando aree di permanenza dei pazienti in attesa di diagnosi. Le risorse destinate alla ristrutturazione prevedono negli ospedali aree di pre-triage distinte, area di attesa dedicata a sospetti Covid-19 o potenzialmente contagiosi in attesa di diagnosi. Inoltre ambulatorio per sospetti Covid-19; area dedicata per soggetti in attesa di esito tampone; percorso specificatamente individuato per paziente Covid-19; accesso diretto e percorsi dedicati dei mezzi di soccorso a spazi di attesa dei casi sospetti in barella; diagnostica radiologica dedicata.

Personale

In base al piano di riorganizzazione ospedaliera, il programmato incremento di 299 posti letto di terapia intensiva determina il conseguente aumento del fabbisogno del personale a pieno regime. Indicativamente 299 medici anestesisti, 897 collaboratori professionali sanitari - infermieri e 299 operatori socio sanitari condurrebbero a un costo annuo lordo complessivo di 79.335.824,68 euro che, per il semestre luglio-dicembre 2020, ammonta a 39.667.912,34 a fronte del finanziamento statale di 13.919.431,62. Tenendo conto del fatto che i letti aggiuntivi entreranno in funzione dal mese di settembre-ottobre 2020, il fondo di 13.919.431,62 viene assegnato e ripartito alle Aziende Sanitarie per i 299 letti aggiuntivi programmati, in proporzione ai letti effettivamente attivati, nella misura di 46.553,28 euro per ogni posto letto aggiuntivo.

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