Salute

A Torino una nuova terapia contro la leucemia: prima infusione del farmaco su una paziente di 25 anni

E' una novità in Piemonte

La terapia è stata effettuata presso l'Oncoematologia del Regina Margherita

Per la prima volta in Piemonte, una giovane paziente di 25 anni, affetta da una forma di Leucemia Linfoblastica Acuta, è stata sottoposta a terapia con CAR-T (Tisagenlecleucel). La paziente, inizialmente seguita presso l'Ematologia dell'ospedale Molinette dalla dottoressa Ernesta Audisio e dal dottor Alessandro Busca, è stata presa in carico presso l'Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita diretto dalla professoressa Fagioli, che ha seguito le ultime fasi della terapia fino alla somministrazione del farmaco. 

Attualmente la paziente - che era refrattaria alla chemioterapia - è ricoverata presso il Centro Trapianti dell’ospedale Infantile in buone condizioni generali, per il monitoraggio delle possibili tossicità del trattamento praticato. I primi esiti della terapia saranno valutabili tra circa un mese, ma ovviamente per determinarne la riuscita complessiva occorrerà attendere un adeguato follow up pluriennale.

Una possibilità terapeutica in più

La possibilità di poter avviare tale programma anche presso l'Oncoematologia pediatrica nasce dalla volontà di Franca Fagioli, direttore anche del Programma Trapianti Metropolitano di Torino (CTMT), di poter offrire anche sul territorio piemontese questa possibilità terapeutica, arricchendo la ventennale esperienza maturata nel campo del trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche anche delle sue più recenti evoluzioni, quali appunto la terapia con Tisagenlecleucel.

Come agisce il farmaco

Si tratta di uno dei primi farmaci ottenuti mediante la trasformazione in vitro di linfociti T del paziente stesso, al fine di esprimere un particolare costrutto molecolare, denonimato Chimeric Antigen Receptor (CAR), che rende queste cellule in grado di riconoscere ed eliminare selettivamente le cellule neoplastiche. Per avviare questo programma, è stato necessario creare all’interno dell'ospedale un apposito team di specialisti con specifiche competenze nella gestione di questo farmaco composto da medici oncoematologi, medici consulenti, infermieri, dirigenti biologi, farmacisti, specialisti in aferesi e medicina trasfusionale, data managers e study coordinators, che hanno operato in stretta connessione per arrivare alla somministrazione del farmaco. 

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