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Pronto Soccorso piemontesi, arrivano i rinforzi: entro sei mesi verranno inseriti tra i 100 e i 150 medici

Siglato protocollo tra Regione e sindacati dei medici di base

Arrivano rinforzi nei Pronto Soccorso piemontesi. L'assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, ha siglato il protocollo d’intesa con la Direzione sanitaria regionale e le Organizzazioni sindacali dei medici di base per estendere ai medici neo laureati e abilitati, ma non specializzati, l’accesso ai bandi per la gestione in Pronto Soccorso delle situazioni di non urgenza.

Un corso di sei mesi

Entro sei mesi - il tempo durante il quale i medici dovranno seguire un corso specifico - è prevista la messa in campo tra i 100 e i 150 medici nei Pronto Soccorso in maggiore sofferenza, "tenendo anche conto - ha specificato Icardi - che l'84% dei pazienti che ricorrono al servizio, rientra nei codici di bassa gravità". Nella nostra regione sono 38 i Pronto Soccorso dei quali 30 in emergenza. 

In particolare, i nuovi assunti con contratto annuale, rinnovabile, potranno operare, oltre che nei servizi di emergenza territoriale, in “ambulatori delle non urgenze”, separati dal PS/DEA, a cui confluiranno le richieste non appropriate per la struttura di urgenza-emergenza, ma riconducibili alla presa in carico del medico di medicina generale e definite esclusivamente da situazioni di non urgenza. 

Sempre presente lo specialista

I nuovi assunti saranno sempre affiancati da uno specialista. "Di fatto – osserva Icardi – i nuovi assunti collaboreranno alla gestione dei Pronto Soccorso, prendendo in carico i pazienti non urgenti e consentendo ai medici specialisti di concentrarsi sulla gestione dei casi di maggiore gravità. E’ un primo passo, a cui ne seguiranno altri, nella stessa direzione". Effettuata la visita, il medico provvederà a dimettere il paziente al curante oppure, se la situazione rilevata presenta caratteristiche di emergenza-urgenza, modificherà il codice di Triage, inserendo il paziente nel percorso del PS/DEA per la relativa presa in carico.

"La carenza di medici – ha osservato l’assessore – mette a rischio la sopravvivenza dei Pronto soccorso e le soluzioni concordate l’anno scorso con gli stessi medici non hanno purtroppo prodotto i risultati attesi, lasciando il problema irrisolto, sia per quanto riguarda la dotazione dei Servizi di Emergenza, sia per quanto riguarda gli ambulatori dei codici bianchi in Pronto Soccorso gestiti dalla medicina generale. Oggi - ha aggiunto - offriamo ai neo laureati la possibilità di accedere a un rinnovato corso di emergenza e, successivamente, alle Asl di assumere con contratti a tempo determinato tali medici, sia nei servizi di emergenza, sia negli ambulatori in Pronto Soccorso dedicati alle non urgenze".

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