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Al Gradenigo arriva il laser che brucia il tumore alla prostata

Una terapia innovativa che ridurrà la durata degli interventi e della degenza

All'ospedale Gradenigo è stata avviata una tecnica nuova in grado di "bruciare" il tumore alla prostata. Si chiama terapia fotodinamica, un trattamento che abbrevierà la durata degli interventi, che verranno effettuati in un'ora e mezza, e che secondo gli studi, ridurrà il rischio di sviluppare tumori di grado superiore. Grazie all'utilizzo del laser, le cellule cancerogene verranno bruciate, senza danneggiare la continenza urinaria e la potenza sessuale.  

La tecnica, secondo gli studi, riduce il rischio di sviluppare tumori di grado superiore e al termine dell'intervento il paziente potrà tornare a casa in 24-48 ore. La terapia fotodinamica è utilizzata presso il reparto di Urologia dell'Ospedale Humanitas Gradenigo di Torino, diretto da Giovanni Muto e coinvolto in uno studio che riguarda anche San Raffaele di Milano e Federico II di Napoli. 

"L'evoluzione di questi tumori è incerta - ha spiegato Muto - possono restare tali per anni, senza creare problemi, ma anche andare in progressione".  Al terzo posto nella scala della mortalità, il tumore alla prostata mette insieme l'8% dei decessi oncologici, è il più frequente tra gli uomini, con oltre il 20% di tumori diagnosticati a partire dai 50 anni d'età.
 

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