Tornare a sorridere dopo la paralisi del nervo facciale: adesso è possibile anche a Torino

Innovativo intervento dell'ospedale

Un momento dell'innovativo intervento chirurgico

Tornare a sorridere anche dopo 30 anni di immobilità dovuta alla paralisi cronica del nervo facciale: adesso, da settembre 2018, è possibile grazie al nuovo intervento di rianimazione mini-invasiva eseguito dai medici dell'équipe dell'ospedale Maria Vittoria.

La nuova tecnica, che consiste in tre interventi in uno, è stata eseguita con successo dai dottori Marco Borsetti e Giorgio Merlino, rispettivamente referente dell’Ambulatorio del Sorriso (che dal 2014 segue i pazienti con paralisi del nervo facciale) e direttore della chirurgia plastica, della mano e microchirurgia del presidio ospedaliero. Si avvale di muscoli donatori, prelevati da altre zone del viso e del collo che vengono trasferititi e riorientati a rianimare le zone paralizzate del volto, e combina l’utilizzo del lifting endoscopico per sollevare le parti cadenti.

“Per ridare mobilità a un viso paralizzato da molti anni - spiega il dottor Borsetti – abbiamo utilizzato metodiche già ben conosciute dai chirurghi che si occupano di questa patologia, ma con la novità di averle conglobate tutte in unico intervento mini-invasivo, con assistenza endoscopica. In caso di paralisi totale del volto, abbiamo trasferito muscoli sani innervati dal nervo trigemino per sopperire alla muscolatura mimica paralizzata: abbiamo utilizzato il muscolo temporale e il muscolo digastrico per rianimare la muscolatura della bocca e dell’occhio, mentre le zone della faccia ptosiche sono state sospese a punti di ancoraggio fissi con la tecnica del lifting endoscopico”.

“I risultati sono ottimali come quelli già descritti in letteratura per ciascuna delle varie tecniche, ma con il beneficio dell’ottimizzazione in un unico intervento e di una notevole  riduzione dell’invasività chirurgica e delle cicatrici residue - conclude il dottor Merlino - perché l’accesso chirurgico è minimo, a fronte delle ampie incisioni e dello scollamento dei muscoli prima necessari. I pazienti sono stati dimessi in ottime condizioni e sono tornati a casa in tempi rapidi”.

La metodica, molto versatile e modulabile sulle esigenze del singolo paziente, è già stata annunciata nell’ultimo congresso nazionale di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica di Modena ed è in via di pubblicazione sulla rivista scientifica del settore.

“L’Ambulatorio del Sorriso è un ottimo esempio di integrazione fra le diverse competenze che si occupano della paralisi del nervo facciale - si congratula il direttore generale della Asl Città di Torino, Valerio Fabio Alberti -, vede la partecipazione dei servizi di anestesia e rianimazione, otorinolaringoiatria, oculistica, neurologia, fisiatria e, se occorre, neurochirurgia ed è stato il primo in Piemonte a offrire una consultazione multidisciplinare per ottimizzare la corretta gestione del paziente. Dall’attivazione ad oggi sono stati valutati e instradati circa 90 pazienti, di cui diversi provenienti da altre regioni, e sono stati operati con successo più di 40 pazienti, dopo aver ricevuto una valutazione pluridisciplinare chirurgica e medica”.​

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