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Candiolo, l'intelligenza artificiale entra in sala operatoria: i primi due interventi ad alta precisione su rene e prostata

Un'anteprima mondiale

L’intelligenza artificiale entra per la prima volta in sala operatoria. E lo fa in anteprima mondiale all'IRCCS di Candiolo. L’applicazione della ‘realtà aumentata’ rende sovrapponibili in automatico le immagini virtuali in 3D dell’organo da operare a quelle reali, consentendo al chirurgo di vedere all’interno il tumore da rimuovere direttamente sul campo operatorio, ben al di là di quanto potrebbe visualizzare a occhio nudo, anche con l’aiuto della telecamera intraoperatoria. Ciò permette un trattamento chirurgico di precisione, mininvasivo e personalizzato. Il rivoluzionario approccio, i cui risultati preliminari sono stati di recente pubblicati nella prestigiosa rivista European Urology, è stato messo a punto da un team formato da urologi guidati da Francesco Porpiglia, Ordinario di Urologia del Dipartimento di Oncologia IRCCS Candiolo - Ospedale San Luigi dell’Università di Torino, e ingegneri biomedici del Politecnico di Torino.

Una novità rivoluzionaria

Non era mai accaduto che l’atto chirurgico fosse guidato da immagini reali e virtuali ‘sincronizzate’: fino a oggi i modelli in 3D utilizzati in chirurgia robotica oncologica dovevano essere riportati su un monitor esterno, obbligando l’operatore a distogliere lo sguardo e la concentrazione da una parte all’altra. E sarà proprio Porpiglia a eseguire su rene e prostata i primi due interventi a ‘realtà aumentata’ interamente guidati dall’intelligenza artificiale. 

"Una novità importante che rivoluzionerà le cure dei tumori - sottolinea Porpiglia - Grazie all’innovativa applicazione della realtà aumentata, resa disponibile da un software specifico, le immagini del modello 3D presenti su un supporto digitale vengono ‘combinate’ e sincronizzate con le immagini intraoperatorie, fornite dalla telecamera robotica. Ciò permette di sovrapporre l’organo virtuale alla parte da operare, consentendo al chirurgo di vedere in tre dimensioni l’interno del tumore in tempo reale e ottimizzando la coordinazione tra occhio e mano dell’operatore che non deve più spostare lo sguardo su un monitor esterno per vedere le immagini digitali”.

"Una precisione senza pari"

La realtà aumentata in corso di chirurgia oncologica applicata a Candiolo non è ancora presente nella routine della pratica clinica. L’esperienza con la chirurgia guidata dalle immagini in 3D è iniziata già quattro anni fa e ha portato il gruppo di ricerca coordinato da Porpiglia a una prima pubblicazione nel 2017. A questa hanno fatto seguito numerosi altri studi che hanno incontrato un grande interesse della comunità scientifica urologica, come dimostrano i prestigiosi riconoscimenti ottenuti nel corso dei più importanti meeting urologici internazionali.

Un tipo di intervento quindi che consente una precisione senza pari. "Il tumore alla prostata non risulta mai identificabile ad occhio nudo durante l’intervento. In questo contesto – aggiunge Porpiglia -  la realtà aumentata guida il chirurgo nell’identificare dove si trova in tempo reale, modulando dunque l’ampiezza dell’asportazione chirurgica punto per punto, così da preservare il più possibile le strutture nervose responsabili dell’erezione, spesso aderenti alla prostata e in contatto con la neoplasia stessa, e garantire al paziente la potenza sessuale e la continenza urinaria. Questa tecnologia – conclude l’esperto – si è rivelata molto utile anche nella chirurgia renale per identificare i tumori del rene nascosti all’interno dell’organo e non visibili sulla sua superfice e i suoi rapporti con le strutture circostanti come ad esempio i vasi sanguigni"”.

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