Salute

Grasso, pancreas e diabete: tutte le correlazioni nel recente studio dell'Università di Torino

Esiste un dialogo tra le cellule del grasso addominale e quelle beta del pancreas, deputate alla secrezione dell’insulina e regolatrici essenziali del nostro metabolismo

Grasso non è bello. Niente affatto. L’obesità è uno dei problemi più rilevanti della società moderna ed è ormai nota l’associazione di questa condizione con patologie come il cancro, le malattie cardiovascolari e il diabete. A confermarlo uno studio dell'Università di Torino - cui hanno anche collaborato il Diabetes Research Institute di Milano e gruppi internazionali quali l’Università di Cordoba (Spagna), il Ciberehd di Madrid e Ikerbasque Foundation for Science di Bilbao (Spagna) e l’Università di Montreal (Canada) - che dimostra quanto il grasso adiposo, ormai considerato un vero e proprio organo metabolico, abbia un ruolo determinante nella regolazione della funzione di altri organi, da qui l’importanza di identificare nuove strategie terapeutiche per ridurre l’obesità e le patologie a essa associate.

Lo studio torinese

La ricerca recente, coordinata dalla prof. Riccarda Granata della Divisione di Endocrinologia e Metabolismo diretta dal Prof. Ezio Ghigo del Dipartimento di Scienze Mediche mette in evidenza come esista un “dialogo” tra gli adipociti, le principali cellule del grasso addominale e le cellule beta del pancreas, deputate alla secrezione dell’insulina e regolatrici essenziali del nostro metabolismo, la cui disfunzione rappresenta la principale causa di diabete. I risultati del lavoro, pubblicato sulla prestigiosa rivista JCI Insight e prodotti dal Dr. Iacopo Gesmundo, ricercatore di Endocrinologia e primo autore del lavoro, dimostrano che le vescicole extracellulari rilasciate dagli adipociti possono influenzare, in modelli sperimentali in vitro, la vitalità e la funzione delle cellule beta pancreatiche.

Il grasso crea messaggi negativi

In particolare, le vescicole che derivano dal grasso “buono” di individui normopeso e con poca infiammazione hanno effetti positivi e protettivi, mentre quelle rilasciate dal grasso “cattivo” di individui obesi, con molta infiammazione, influenzano negativamente la funzione e la sopravvivenza delle cellule beta del pancreas. In altre parole, l’essere magri crea messaggi positivi, mentre l’essere sovrappeso genera messaggi negativi. 

I nostri organi e tessuti comunicano infatti, tra loro inviando diversi messaggi, positivi o negativi, a seconda del loro stato fisiologico o patologico. Questi messaggi, a loro volta, causano delle risposte nelle cellule riceventi, che reagiscono modificando la loro funzione, attività o sopravvivenza. Tutto questo crea un circuito, virtuoso quando gli organi sono funzionalmente sani o vizioso, se esistono delle disfunzioni. Negli ultimi anni l’attenzione di molti ricercatori è stata focalizzata sullo studio delle vescicole extracellulari, in quanto veri e propri trasportatori dell’informazione tra cellula e cellula.

Tutte le cellule, infatti, sono in grado di rilasciare piccole vescicole, contenenti al loro interno materiale genetico, proteine e altre sostanze funzionalmente attive. Le vescicole possono essere trasportate attraverso il sangue, per raggiungere i distretti più lontani dell’organismo, o agire direttamente nelle cellule vicine.

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