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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Salute

Salute, la prostata ingrossata si cura con il vapore acqueo: la nuova tecnica alla clinica Cellini di Torino

L'ipertrofia prostatica benigna in Italia colpisce l'80% degli over 50

L'ingrossamento della prostata colpisce circa l'80% degli italiani over 50, ma all'Humanitas Cellini di Torino c'è la possibilità di sottoporsi a un innovativo trattamento mininvasivo. La nuova tecnica contro l'ipertrofia prostatica benigna funziona con l'utilizzo del vapore acqueo, in regime di Day Hospital con una semplice sedazione o anestesia locale, e permette una riduzione del volume fino al 40%:

"Una metodica - spiega la dottoressa Giuseppina Cucchiarale, responsabile dell'Urologia presso la clinica torinese - che più di ogni altra consente la preservazione della funzionalità erettile ed eiaculatoria".

Trattamento mininvasivo e in Day Hospital

La terapia con il vapore acqueo Rezum, indicata su pazienti selezionati, rappresenta la nuova frontiera nel trattamento mininvasivo di questa patologia. "In termini clinici – spiega la dottoressa Cucchiarale -, Rezum genera un’area ben definita di tessuto necrotico senza danneggiare i tessuti circostanti. La necrosi si genera attraverso la denaturazione delle proteine e degli enzimi coinvolti nel processo. Con il progredire della sequenza necrotica, le strutture cellulari vengono assorbite e l’adenoma prostatico si riassorbe lentamente".

Rezum viene effettuato in regime di ricovero breve. Per via endoscopica attraverso una sonda introdotta nell’urtra e tramite un apposito dispositivo, il medico instilla energia termica sotto forma di vapore acqueo nell’area prostatica che presenta l’ingrossamento, dove l’uretra è ostruita dal tessuto in eccesso. Ogni “instillazione” dura al massimo nove secondi, con un ciclo di circa 8-10 iniezioni.

Benefici già nell'arco di poche settimane

Nell’arco di qualche settimana l’effetto termico produce un’importante riduzione del volume prostatico, con effetto disostruttivo. Il paziente viene dimesso 12/24 ore dopo l’intervento con un catetere vescicale che viene rimosso dopo alcuni giorni a seconda del quadro clinico. 

I primi risultati visibili si registrano dopo circa un mese, mentre il risultato definitivo si ottiene dopo circa due o tre mesi. Il tessuto prostatico viene riassorbito, riducendo il volume della ghiandola che ostruisce l’uretra e alleviando, in misura significativa, i disturbi ostruttivi causati dalla patologia.

Cos'è l'ipertrofia prostatica benigna

L’ipertrofia prostatica benigna è una patologia molto comune che si manifesta con l’aumento volumetrico della prostata, la piccola ghiandola attraverso cui passa l’uretra, cioè il condotto che dalla vescica porta l’urina verso l’esterno. "Quando la prostata si ingrossa – continua la dottoressa Cucchiarale -, va a comprimere proprio l’uretra provocando la conseguente comparsa di sintomi caratteristici: difficoltà alla minzione, flusso urinario intermittente e debole, frequente bisogno di urinare, senso di incompleto svuotamento vescicale, bisogno urgente di urinare, bisogno di urinare durante la notte".
 

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