Cure col plasma iperimmune, primi pazienti trattati all'ospedale di Ciriè

L'Asl To4 aderisce alla sperimentazione

L'Asl To4 ha aderito alla sperimentazione con il plasma. Presso il presidio ospedaliero di Ciriè sono stati trattati con plasma iperimmune due pazienti affetti da Covid-19 in gravi condizioni respiratorie. Il plasma iperimmune è stato reso disponibile dal Servizio di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara, diretto dal dottor Gennaro Mascaro che per primo ha iniziato la sperimentazione in Piemonte, in collaborazione con il Policlinico San Matteo di Pavia.

 Il Servizio Trasfusionale diretto dal dottor Roberto Freilone dell'Asl To4 ha preso così parte allo studio regionale coordinato dalla Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città delle Salute e della Scienza di Torino per la valutazione delle cure con il plasma nelle persone affette da forme gravi di Covid-19.

L'obiettivo dello studio è valutare se l’infusione di plasma iperimmune - cioè plasma contenente anticorpi neutralizzanti anti Sars-CoV-2 proveniente da soggetti convalescenti da Coronavirus -, in aggiunta al trattamento standard, sia più efficace del solo trattamento standard (con eventuale aggiunta di plasma di soggetti non venuti a contatto con il virus Sars-CoV-2)  su pazienti affetti da Covid-19 con recente sviluppo di insufficienza respiratoria acuta che necessita di supporto ventilatorio.

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“La possibilità di utilizzare questa possibilità terapeutica - ha dichiarato il direttore generale dell’Asl T04, dottor Lorenzo Ardissone - si è concretizzata in tempi rapidissimi grazie alla tradizionale collaborazione tra il nostro Centro e quello di Novara”. I risultati saranno visibili nei prossimi giorni: il protocollo terapeutico prevede infatto, nel complesso, tre infusioni successive per ogni paziente trattato.

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