Coronavirus: negli ospedali torinesi al via uno studio sull'efficacia del plasma iperimmune

Dopo i risultati positivi su pazienti selezionati

immagine di repertorio

Un nuovo protocollo di studio sulle infusioni di plasma iperimmune (ossia prelevato da pazienti guariti) su malati di coronavirus verrà attivato dalla Regione Piemonte anche negli ospedali torinesi. Il progetto è stato presentato oggi, martedì 12 maggio 2020, nel corso della conferenza stampa dell'ente.

"Si tratta - ha spiegato Anna Maria Bordiga, direttore della banca del sangue e della struttura di immunoematologia dell'azienda ospedaliera Città della Salute - di uno studio su infusioni di plasma su pazienti con insufficienza respiratoria acuta in fase precoce. I donatori selezionati sono pazienti guariti il cui criterio principale è la presenza di anticorpi".

"La raccolta del plasma - ha detto Massimo Milan del servizio di medicina trasfusionale dell'ospedale Giovanni Bosco - verrà effettuata dal centro di raccolta dell'ospedale Maria Vittoria, mentre la distribuzione avverrà dal centro di distribuzione del Giovanni Bosco. A ogni paziente verranno infusi 650 milliltri di plasma. Una quantità non tale da fare pensare al solo effetto diretto del plasma. Lo studio servirà proprio a capire quali altri meccanismi entrano in funzione".

Per lo studio, che dovrebbe iniziare l'1 giugno 2020, verranno creati così due gruppi: uno di pazienti curati con il plasma iperimmune e un altro di pazienti curati con il plasma di persone sane, che non hanno mai avuto il coronavirus (che servirà anche a capire se quest'ultimo tipo di plasma possa avere anch'esso qualche tipo di efficacia). A pazienti verrà eseguita una tripla somministrazione, una ogni 48 ore. La ricerca si protrarrà per 18 mesi, esaminando la sopravvivenza a 30 giorni.

A Novara il plasma iperimmune è riuscito a guarire alcuni pazienti anche in questo caso appositamente selezionati, con risultati positivi definiti "sorprendenti" dagli stessi medici, anche perché arrivati a brevissimo tempo dall'infusione.

Non è ancora scientificamente stabilito, però, che la cura col plasma iperimmune possa essere efficace verso tutti i pazienti, come ha ricordato il professor Mauro Salizzoni. Anche dai promotori di questo studio c'è stato un invito alla massima cautela e alla diffusione di facili trionfalismi, che spesso debordano nelle fake-news.

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Al protocollo hanno aderito tutte le Asl del Piemonte tranne quella di Novara, che ha già aderito al protocollo dell'Asl di Pavia (e per questo stava già sperimentando).

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