Tumore della prostata: la Città della Salute di Torino è sempre più a misura di paziente

La certificazione internazionale garantisce un percorso multidisciplinare, in tutte le fasi della cura

Con la certificazione ottenuta secondo standard di qualità internazionale per il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) nel trattamento dei tumori della prostata, la Città della Salute di Torino si propone sempre più come leader per la gestione e il più efficace trattamento del paziente oncologico e, nel caso specifico, del paziente affetto da neoplasie prostatiche, molto frequenti tra gli over 60.

E' tra i tumori più diffusi

I carcinomi della prostata sono tra i tumori più diffusi in Piemonte con circa 3.000 nuovi casi l’anno e quasi 10.000 uomini piemontesi che secondo stime convivono con queste neoplasie, che rappresentano il paradigma di tali esigenze. Richiedono infatti il coinvolgimento nel percorso di diagnosi e cura di molteplici figure specialistiche, inclusa quella del radioterapista, che in anni recenti ha assunto una rilevanza pari a quella dell’urologo e dell’oncologo medico. Il modello di PDTA certificato riflette una tipologia di governance clinica basata su specifici percorsi formalizzati, su protocolli clinico-organizzativi, condivisi tra le varie Unità Operative coinvolte, e su un adeguato sistema di monitoraggio delle performance.

Un percorso ad hoc

Il percorso è imperniato su un team multidisciplinare che si fa carico del paziente, lo accompagna e rende meno arduo il passaggio da una fase all’altra della malattia.Tracciato dalla Città della Salute di Torino prevede servizi di accoglienza e di diagnostica dall'anatomia patologica all’imaging (Risonanza Magnetica e Medicina Nucleare); servizi per la fase diagnostica come le visite urgenti entro una settimana, fino alla biopsia attuata secondo particolari sistemi che si chiamano biopsie a fusione di immagini con un software estremamente aggiornato, e una volta arrivati alla diagnosi e alla scelta terapeutica, se l’opzione è quella chirurgica, a effettuare l’intervento nel 90% dei casi con la tecnica robotica assistita.

Inoltre, si stanno sperimentando speciali sonde che permettono di sapere esattamente dove si trova la malattia. Sono attive unità di radioterapia dotate di apparecchiature d’avanguardia che rappresentano il fiore all’occhiello della struttura. E ancora, servizi completi di oncologia medica integrata con i servizi di urologia, oltre a un team multi e interdisciplinare che si avvale di avanzatissimi laboratori di analisi e di biologia molecolare. Tutto questo nell’ottica di orientare sempre di più le terapie a seconda delle caratteristiche genetiche del cancro. 

Rapidità ed efficienza, anche in piena pandemia

Obiettivo del PDTA è assicurare al paziente una presa in carico rapida, efficace ed efficiente, tale da garantirgli un’offerta ampia ed innovativa di opportunità diagnostiche, terapeutiche ed assistenziali secondo le più recenti linee guida internazionali. Il lavoro che ha portato alla certificazione del PDTA della prostata dell’Azienda è iniziato alcuni anni fa con la riorganizzazione del processo clinico-diagnostico-terapeutico-assistenziale e riabilitativo oncologico per questa patologia neoplastica maschile, che rappresenta un’area ad alta densità numerica.

" Il carcinoma della prostata - dichiara Paolo Gontero, Direttore Urologia universitaria della Città della Salute Torino e Responsabile del PDTA - è un tumore molto frequente e diagnosticarlo quando ci sono già i sintomi significa essere arrivati tardi. Abbiamo avuto come conseguenza dell’emergenza sanitaria, una importante riduzione delle diagnosi di tumore della prostata, circa -60% di casi: abbiamo quindi un sommerso non diagnosticato che parte da marzo e ora ci troviamo di fronte alla seconda ondata e si rischia una seconda paralisi di questo processo diagnostico - terapeutico. La certificazione è stata un lavoro molto lungo che ci ha permesso di portare degli utilissimi correttivi al sistema di organizzazione multidisciplinare con cui noi gestiamo il tumore della prostata da alcuni anni e che adesso è ratificato da un PDTA, una modalità operativa a cui tutti gli ospedali della regione devono ottemperare per le patologie oncologiche". 



 

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