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Casa Valdese, inaugurato al primo piano il centro di riproduzione assistita

Il polo è stato trasferito qui dall'ospedale Maria Vittoria

E' stato inaugurato oggi, 8 marzo, il centro di riproduzione assistita dell'Asl presso la Casa della Salute Valdese. Diretto dal dottor Claudio Castello, il Fivet è stato trasferito al primo piano della struttura di via Silvio Pellico dall'Ospedale Maria Vittoria, per problemi strutturali e organizzativi, per offrire alla citta un nuovo polo specializzato. Dotato di blocco operatorio dedicato, laboratori attigui ad esso, area di day surgery con sei letti, ambulatori e l’organico di due medici, due biologi e due ostetriche prima in servizio al Maria Vittoria, questo nuovo polo è nato con l'obiettivo di diventare uno dei più grandi pubblici, all'avanguardia e attivi in ambito regionale.

E' stato previsto inoltre che le procedure mediche annuali potranno raddoppiare nella nuova sede e da 300 passeranno a 600, con un probabile potenziamento dell'organico attuale. Le donne che vorranno ricorrere alle tecniche di riproduzione assistita, avranno a disposizione - allestiti su 500 metri quadrati - un'area di accoglienza per la registrazione, visite e i vari trattamenti sanitari: ambulatori medici, la stanza del donatore, l'ambulatorio per l'isteroscopia, la sala criobiologica, la sala seminologia e tre stanze con due posti letti.

"Qui abbiamo trasferito anche tutte le attività correlate al centro - ha spiegato Castello -: gli esami endoscopici dell'utero, le tecniche di preservazione e la conservazione della fertilità, il servizio di onco-fertilità per il paziente neoplastico maschile e femminile. Inoltre stiamo lavorando per poter offrire la possibilità di erogare tecniche di diagnosi genetica preimpianto, sulle coppie aventi diritto che necessitano tale indagine".

Presenti all'inaugurazione anche l'assessore alla Sanità del Piemonte Antonio Saitta, Nino Boeti vicepresidente del Consiglio regionale, forse futuro presidente dopo Mauro Laus, e l'assessora comunale Federica Patti. "Questa è la strada che la Regione Piemonte aveva tracciato per restituire al Valdese il ruolo e la funzionalità che questa struttura merita di continuare ad esercitare in città - ha detto soddisfatto Saitta - . Ampliare l'offerta di servizi sanitari in questo settore è poi una scelta che apre importanti prospettive. Ringrazio il direttore Alberti e la dottssa Giolito per questa scelta, anche perché il nuovo centro potrà essere uno dei più grandi pubblici e attivi in ambito regionale, all’avanguardia sotto ogni aspetto di normative e di standard tecnologici".

Ad oggi in Italia il 3% dei nati - in Piemonte il 2% - è frutto di tecniche di riproduzione assistita. La problematica principale di infertilità femminile nella regione è l'aumento dell'età della prima gravidanza, soprattutto in correlazione al condizionamento indotto dal percorso studio-lavoro-famiglia che non agevola la maternità. Le pazienti che ricorrono a questo metodo hanno un'età media di 36 anni e anche la percentuale di successo dipende dall'età: superiore del 50% per le donne sotto i 30 anni, nettamente in diminuzione, sino a un tasso inferiore del 10%, per le over 40, con una media statistica di successo del 33%. 

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