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Pet therapy a carico del servizio nazionale: è la richiesta del Piemonte

Saitta ne parlerà alla prossima Conferenza delle Regioni

Parte dal Piemonte la richiesta affinché le terapie con gli animali siano inserite nei Lea - Livelli essenziali di assistenza, cioè diventino a carico del Servizio sanitario nazionale. È questa la proposta che riguarda la pet therapy che farà l’assessore regionale del Piemonte Antonio Saitta al ministro della Salute Giulia Grillo, alla Conferenza delle Regioni, in occasione di una delle prossime sedute. 

“Non è solo la grande passione degli operatori sanitari che curano i bambini e in generale tutti i pazienti a giustificare questa richiesta –  ha spiegato Saitta intervenendo al convegno di Scienze Veterinarie all’Università di Torino –, ma è in particolare l’esito positivo, supportato da dati scientifici, fatto riscontrare da queste terapie. Mi impegnerò dunque per l’inserimento della pet therapy nei Lea”.

Cos’è la pet therapy 

La pet therapy - le cure tramite il supporto di animali domestici - è una co-terapia che si affianca a tradizionali cure, trattamenti e interventi socio-sanitari già in corso e che può essere impiegata su pazienti di qualsiasi età e affetti da diverse patologie, con l'obiettivo di migliorare la loro qualità di vita e stato di salute rivalutando, nel contempo, il rapporto uomo-animale.

Si ricorre ai cani per aiutare pazienti con sindrome autistica o minori con difficoltà comportamentali e relazionali, il contatto con i gatti offre invece benefici soprattutto nei casi di ansia e forte stress, mentre cavalli e asini vengono utilizzati soprattutto con persone che soffrono di disabilità fisiche, perché stimolano il movimento e facilitano la riabilitazione.

Le attività di pet therapy si svolgono all’interno di un’équipe multidisciplinare all’interno della quale sono presenti un responsabile del progetto, un medico veterinario, un coordinatore (psicologo/psicoterapeuta, educatore, infermiere/assistente sanitario) e il coadiutore dell’animale.

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