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Immagine di repertorio

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Carenza di personale sanitario in Piemonte, i sindacati: “Pronti a mobilitarci”

FP CGIL, CISL FP e UIL FPL chiedono alla Regione di provvedere ad una massiccia assunzione di personale sanitario, tecnico sanitario e di supporto

“Pronti a mobilitarci se la Regione non provvederà, nelle prossime ore, ad una massiccia assunzione di personale sanitario, tecnico sanitario e di supporto”. È questo in sintesi quanto diffuso dalle maggiori sigle sindacali piemontesi (FP CGIL Piemonte, FP CGIL Medici e Dirigenti SSN, CISL FP Piemonte, CISL Medici, UIL FPL Piemonte e UIL FPL Medici) nel pomeriggio di oggi tramite un comunicato stampa in cui elencano una serie di “gravi carenze programmatiche da parte della Regione in merito al contrasto dell’emergenza Covid e la messa in sicurezza di tutto il personale del Servizio Sanitario Regionale”.

Le sigle sindacali criticano anche la Regione per “aver dato indicazioni alle Aziende Sanitarie di redistribuire ed impiegare per le attività ospedaliere, territoriali e di prevenzione connesse al trattamento ed al contenimento dell’epidemia Covid il personale liberato dalle attività ordinarie, piuttosto che intervenire con un provvedimento d’urgenza per l'assunzione straordinaria di personale sanitario, tecnico sanitario e di supporto. È del tutto evidente che servono immediatamente assunzioni a tempo indeterminato, in numero adeguato, che garantiscano non solo la copertura del turn over ma anche l’aumento e il rafforzamento strutturale delle dotazioni organiche”.

Infine, definiscono incomprensibile, sempre da parte della Regione, l’avvio di bandi di assunzione per tempi determinati della sola durata di 12 mesi quando, per le sigle sindacali, prolungare la durata contrattuale fino a 36 mesi consentirebbe una risposta in termini di candidature maggiormente apprezzabile, poiché più attrattiva, dando luogo alla possibilità futura di avviare un percorso di stabilizzazione.

“Avevamo segnalato tutto questo già in primavera. Memore degli enormi sforzi e sacrifici fatti dal personale sanitario, durante la prima ondata, la Regione Piemonte poteva fare molto per potenziare la capacità di risposta a questa nuova emergenza, garantendo quel bene collettivo primario che è la salute e la sicurezza di chi lavora per garantirla a tutti. Per tutto quanto sopra annunciamo che, se nei prossimi giorni non verrà invertita la rotta e la Regione non darà un effettivo riscontro alle nostre richieste di assunzioni straordinarie, siamo pronti a mobilitarci a salvaguardia delle lavoratrici e lavoratori del Servizio Sanitario Regionale” concludono FP CGIL Piemonte, FP CGIL Medici e Dirigenti SSN, CISL FP Piemonte, CISL Medici, UIL FPL Piemonte e UIL FPL Medici

Tra le carenze evidenziate dalle sigle sindacali, di cui si parla a inizio articolo, ci sono:

- la mancata attivazione dei Covid Hospital e la tardiva e in alcuni casi discutibile riorganizzazione della Rete Ospedaliera mediante la riconversione di 16 Presidi Ospedalieri del territorio piemontese;
- il mancato potenziamento del territorio e dell’assistenza infermieristica domiciliare;
- la tardiva esecuzione dei tamponi per il personale delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende, Ospedaliere del Piemonte, che ha determinato l’incompleta mappatura degli organici (che ad oggi si stima che i dipendenti contagiati superino il migliaio di unità) e il prevedibile collasso dei laboratori analisi ospedalieri che hanno dovuto far fronte ad afflussi abnormi di utenti al di sopra della capacità di risposta;
- l’assenza di garanzia per tutto il personale della distribuzione delle mascherine FFP2.
 

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