Domenica, 17 Ottobre 2021
Salute

Fasi 1, 2 e 3 del piano vaccinale anticovid del Piemonte: date e categorie coinvolte

Per la Fase 4, che riguarderà tutto il resto della popolazione, sarà utilizzato il vaccino AstraZeneca insieme ad altri vaccini e per la partenza si attendono le indicazioni della struttura commissariale

Giovedì 4 febbraio la Regione Piemonte ha illustrato il cronoprogramma aggiornato del piano vaccinazioni, alla luce della nuova rimodulazione comunicata nella serata di mercoledì dalla struttura del commissario Arcuri. “In una situazione complicata, il Piemonte ha saputo sempre compensare le riduzioni di dosi dell’ultimo momento e non siamo mai andati in affanno. Il piano è coerente con le disposizioni nazionali comunicate ieri sera” ha detto il presidente Alberto Cirio che poi ha illustrato le 4 fasi previste a livello nazionale per la campagna di vaccinazione e aggiunto: “Attualmente il nostro territorio sta vaccinando circa 10.000 persone al giorno”.

Fase 1 suddivisa in 1/A, 1/B e 1/C: chi sarà vaccinato e quando

Per la Fase 1 saranno utilizzati i vaccini Pfizer e Moderna. La Fase 1/A riguarda il personale sanitario regionale, ospiti ed operatori delle Rsa, finirà il 21 febbraio. La Fase 1/B coinvolge i rappresentanti delle professioni sanitarie e di quelle operanti in ambito sanitario (odontoiatri, farmacisti, veterinari, biologi, chimici, fisici, psicologi, ostetriche, tecnici di radiologia medica, di riabilitazione e prevenzione, informatori scientifici) e finirà il 15 marzo.

La Fase 1/C riguarderà gli anziani over 80 al di fuori dalle RSA e inizierà il 21 febbraio con un V-Day su tutto il territorio piemontese. I medici di famiglia definiranno gli elenchi dei pazienti over 80 secondo una priorità e caricheranno i dati sulla piattaforma regionale.

Le Asl fisseranno gli appuntamenti e li comunicheranno ai pazienti e ai medici di famiglia (tramite sms, mail o lettera). In occasione della prima somministrazione verrà comunicata data e luogo del richiamo. I medici di medicina generale saranno presenti nei centri vaccinali e inoculeranno le dosi. Le persone inabili alla mobilità riceveranno, invece, il vaccino presso il proprio domicilio.

In media sono 125 gli over 80 seguiti da ogni medico di famiglia in Piemonte. In tutto sono circa 374 mila: oltre 15 mila sono stati già vaccinati all’interno delle RSA e 358 mila attendono la vaccinazione.

Fase 2, 3 e 4: chi sarà vaccinato e quando

La Fase 2 comprenderà le persone over 60, soggetti fragili, personale scolastico ad alta priorità è soggetti a rischio. Anche in questo caso saranno utilizzati i vaccini Pfizer e Moderna e partirà non appena ultimata la Fase1.

La Fase 3 impiegherà il vaccino AstraZeneca indicato per gli under 55 e riguarderà il personale scolastico, servizi essenziali come forze dell’ordine e forze armate, uffici giudiziari, le carceri, i luoghi di comunità e le persone con pluripatologie moderate. Si inizierà l’8 febbraio, in particolare con le Forze dell’ordine e le forze armate, e poi dal 15 febbraio partirà la raccolta di adesioni da parte del personale scolastico con una piattaforma dedicata.

Per la Fase 4, che riguarderà tutto il resto della popolazione, sarà utilizzato il vaccino AstraZeneca insieme ad altri vaccini e per la partenza si attendono le indicazioni della struttura commissariale.

Per l’assessore alla Sanità, Luigi Genesio Icardi: “Le azioni intraprese sono per abbassare la letalità e limitare la diffusione del virus con le sue varianti. Per gli over 80 ogni medico di base determina le priorità sulla base dell’età e dello stato di salute dei vari pazienti e registrerà i dati su una piattaforma apposita. Le Asl invieranno un sms o una lettera per indicare il luogo della vaccinazione, che non si effettuerà nello studio del medico ma nei centri vaccinali individuati. La logistica della vaccinazione è a cura dell’Asl, che potrà contare anche sui volontari della Protezione civile e delle Croci. La somministrazione delle dosi di vaccino sarà fatta dai medici di base che potranno eseguirla sia sui propri pazienti che sui pazienti di altri colleghi. Se la persona non può spostarsi viene presa in carico da Asl che manda a domicilio medico e infermieri, se ha problemi di deambulazione si attiva la Protezione civile”.

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