Università, Pichetto (FI): "Renzi taglia le borse di studia. Ora cosa dirà Chiamparino?"

A pochi giorni dall'insediamento del Consiglio regionale del "vogliamoci bene" arrivano le prime bordate dell'opposizione di centrodestra al neo presidente Sergio Chiamparino. Argomento del contendere le borse di studio per gli universitari che Renzi sta pensando di tagliare

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

"Mi domando che cosa dirà Sergio Chiamparino del taglio che il presidente del Consiglio Matteo Renzi sta effettuando alle borse di studio per gli studenti Universitari. Il diritto allo studio è ancora un imperativo categorico per il Partito Democratico?". A sostenerlo Gilberto Pichetto Fratin, capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte commentando la notizia che il Governo nazionale sta prevedendo per decreto la riduzione del 30% degli assegni: una norma che portebbe a negare la borsa di studio ad almeno 50mila studenti, 5.500 per il Piemonte. La bozza del decreto infatti prevede che vengono esclusi "i ragazzi che entro 25 anni non siano iscritti al primo anno di un corso di laurea" e quelli che "al compimento del 32° anno non abbiano presentato l'iscrizione a un corso di laurea magistrale". E ancora: saranno aumentati i crediti formativi necessari a ottenere la borsa di studio.

"In campagna elettorale Chiamparino si è espresso in modo molto chiaro al riguardo - spiega l'esponente azzurro - utilizzando l'argomento delle borse di studio come una clava contro il centro destra. Una scelta con un unico fine: aggiudicarsi il consenso degli under30. Ricordo addirittura l'intervento dei dieci presidente dei circoli di Torino del Pd, i quali avevano denunciato che le rimodulazioni e razionalizzazioni effettuate avrebbero distrutto il futuro di migliaia di studenti meritevoli. Ci sarà una forte presa di distanza da parte del centro sinistra locale verso le imposizioni renziane?"

"Confido che Chiamparino non voglia adottare la politica dei due forni: una nazionale e una locale a seconda della convenienza - conclude Pichetto che presenterà un question time sull'argomento -. Se vogliamo investire sul futuro dei giovani bisogna tenerli in Italia diceva Chiamparino. Allora si chiarisca con il suo segretario di partito nazionale e domandi immediatamente un chiarimento per assicurare che a 5.500 giovani piemontesi non venga sottratto il diritto di studio per decreto legge"

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