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Molti bambini già senza grembiulino a scuola, ma il Comune "non obbliga nessuno"

La proposta avanzata dal Coordinamento pedagogico piace alla Giunta, ma per il momento non si è presa alcuna decisione. L'assessore all'Istruzione Pellerino è stata costretta ad intervenire sul tema

Grembiulino sì, grembiulino no. Le voci che si sono rincorse negli scorsi giorni e che avrebbero voluto i bambini delle scuole d'infanzia torinesi senza il grembiule, sono passate anche dalla Sala Rossa, tanto che l'assessore all'Istruzione Mariagrazia Pellerino è stata costretta ad intervenire sull'argomento vista la richiesta in merito di numerosi consiglieri.

"La questione del grembiulino è un non-notizia", ha tagliato corto l'assessore Pellerino: "Già oggi infatti nel 25% delle scuole non si usa più da anni. E comunque non è stato introdotto alcun obbligo di non utilizzarlo più: i genitori che vorranno potranno continuare a farlo indossare ai propri figli".

Negli scorsi giorni si era capito che le scuole non avrebbero più fatto indossare le "casacche" colorate ai bambini. In realtà si tratta solo di un invito a non metterlo per poter far sì che i bambini possano esprimere la propria personalità già nelle scuole di infanzia. La proposta è stata fatta dal Coordinamento pedagogico e nasce da un dialogo più ampio tra il coordinamento dei responsabili pedagogici e i circoli didattici. Proposta che comunque il Comune non ha ancora accettato, seppur la ritenga interessante e ne voglia parlare ancora.

"Il grembiulino è, in realtà, ciò che fa apparire i bambini uguali, pur provenienti da ceti diversi - sostiene il consigliere Maurizio Marrone di Fratelli d'Italia -. In questa battaglia vedo solo la corsa di quei genitori che fanno a gara per i vestiti griffati. In una città come la nostra, anche da questi piccoli simboli, si deve promuovere un’idea di uguaglianza sociale". Di parere totalmente opposto Maurizio Trombotto di Sel: "Chi sottolinea l’importanza formativa del grembiulino pare non si renda conto che i bambini, terminato l’orario scolastico, vivono nel mondo esterno, dove le differenze sociali e in generale di modo di vivere sono evidenti. Scelte specifiche vanno demandate a chi possiede adeguate competenze professionali".

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