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Dejavu regionale, Chiamparino attende la decisione del Tar per il suo futuro

Dopo Roberto Cota, tocca anche a Sergio Chiamparino attendere trepidante la decisione del Tar piemontese. La Lega ha presentato un ricorso contro le liste a suo sostegno, accusate di essere state approvate con firme false

E’ passato oltre un anno e mezzo da quando sono state annullate le elezioni del 2010 che videro Roberto Cota eletto a governatore del Piemonte. Nel 2014 si è tornati alle urne e oggi, come in un dejavu, la palla passa nuovamente ai giudici che dovranno esprimersi circa i ricorsi presentati dai rappresentanti dela Lega Nord. Se il Tar dovesse esprimersi contro le liste a sostegno del presidente Sergio Chiamparino, per capirci quelle accusate di essere state presentate con firme non regolari, nel giro di qualche mese si potrebbe dover tornare alle urne.

Il presidente Chiamparino ha detto più volte che se ci dovessero essere ombre sulla sua elezione si dimetterà. L’idea iniziale era quella di ricandidarsi subito, dando così dimostrazione che se c’era stato qualcosa di sbagliato era giusto rifare tutto da capo, ma nelle ultime ore ha preso corpo l’ipotesi che l’ex sindaco di Torino non si ripresenti qualora dovesse lasciare anticipatamente il suo attuale incarico.

La decisione dei giudici del Tar è attesa nel tardo pomeriggio, ma potrebbe arrivare anche in serata o, come fu per Cota, il giorno dopo e cioè domani. C’è un dubbio però che aleggia: l’inchiesta penale, parallela a quella amministrativa, non è ancora conclusa e quindi la sentenza del tribunale di corso Stati Uniti potrebbe tardare ad arrivare in modo definitivo perché lo scorso febbraio era stato deciso che non si sarebbe proceduto prima della conclusione dell’inchiesta penale.

Cosa ci si deve aspettare dunque oggi? Gli scenari possibili sono parecchi. Come detto, l’inchiesta penale non è terminata e dunque il Tar potrebbe decidere per un nuovo rinvio (dopo quello dello scorso febbraio). Potrebbe ugualmente essere emessa una sentenza e a quel punto c’è da vedere se è pro o contro le liste a sostegno del presidente Chiamparino. Se queste fossero giudicate irregolari a tal punto da essere state determinanti per le elezioni, Chiamparino dovrebbe lasciare la sua poltrona. Ma lo stesso farebbe nel primo caso, quello di un nuovo rinvio, perché, come detto e ribadito dal numero uno di piazza Castello, “farò il contrario di quanto fatto da Cota, non voglio lasciare il Piemonte nell’incertezza”. Il countdown è iniziato, nelle prossime ore e giorni potrebbe esserci una nuova rivoluzione regionale.

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