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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Regioni, Pichetto "Taglio Renzi a enti locali porterà meno servizi"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

“Il nuovo taglio agli enti locali che prevede il premier Renzi non penalizzerà i Comuni, le Province e le Regioni ma direttamente i cittadini. Saranno loro a pagare il conto del renzismo ottenendo meno servizi e più tasse”. Ad affermarlo il capogruppo di Forza Italia Gilberto Pichetto commentando la notizia di un nuovo taglio ai trasferimenti che verrà scaricato sulle spalle delle istituzioni locali.

“La scelta non mi stupisce – spiega l’esponente azzurro –. Avevamo già notato l’indifferenza del premier nei confronti degli enti locali a cui nel 2014 è stato presentato il conto della copertura dei famosi 80 euro. Allora Comuni e Regioni hanno pagato di fatto la sua campagna elettorale con minori trasferimenti per 4 miliardi di euro. Oggi stiamo quindi vivendo il déjà vu di un anno fa”.

“Chiamparino e Fassino, dietro delle proteste di facciata in realtà, come dei buoni ‘yes man’, si adeguano a qualsiasi decisione nazionale – conclude Pichetto –.  La verità è che siamo di fronte ad un Governo che ha pagato e poi insabbiato il dossier Cottarelli e da quel momento non ha più parlato seriamente di tagliare gli sprechi pubblici. L’unica soluzione coraggiosa per gli amministratori locali dire chiaramente ai cittadini che siamo di fronte a un default politico epocale. Ma credo che invece ne vedremo ancora delle belle. Dicembre si avvicina infatti e di spending review non se ne vede neppure l’ombra. Ricordo un dato: l’indebitamento dello Stato italiano pesa per il 75,9% sulle amministrazioni centrali e solo per il 24% su quelle locali. Renzi farebbe quindi bene a far pagare allo Stato i propri debiti senza ogni volta scaricarli sulle istituzioni decentrate e sui cittadini. Mi auguro che il blocco dell’aumento dell’iva al 25,5%, non sia il solito annuncio che regolarmente verrà contraddetto dai fatti. Quello dell’incremento dell’aliquota Iva sarebbe sì il colpo di grazia per consegnare agli stranieri le ultime aziende italiane che, fino ad oggi, hanno resistito alla congiuntura sfavorevole internazionale, alla miope austerità della Troika e all’assenza di uno straccio di politiche fiscali nazionali”.

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