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Sindaci e sostenitori della candidatura di Torino ai Giochi Invernali 2026

Sindaci e sostenitori della candidatura di Torino ai Giochi Invernali 2026

Olimpiadi Invernali 2026, presentato lo studio di pre-fattibilità per la candidatura di Torino

I Giochi costerebbero un miliardo di euro in meno rispetto al 2006

Come in un dèjà-vu, Torino pensa di nuovo alle Olimpiadi Invernali. E lo fa seriamente. Alla presentazione dello studio di pre-fattibilità per la candidatura del capoluogo piemontese a ospitare i Giochi del 2026, a cura della Camera di commercio, le stesse facce di Torino 2006. Qualche capello bianco in più, qualche acciacco magari per chi già 12 anni fa non era più giovanissimo ma negli occhi la stessa passione. Quella che davanti all'adrenalina del sogno olimpico trasforma tutti, indipendentemente dalla carta di identità, in ragazzini emozionati e scalpitanti. Presenti i sindaci delle valli, l'indimenticato Piero Gros, i vertici dell'Agenzia di Torino 2006 e una piccola rappresentanza di volontari con tanto di divisa. 

Giochi sostenibili 

In attesa che Chiara Appendino si pronunci, e potrebbe farlo il 14 marzo, giorno del consiglio Metropolitano, i dati messi nero su bianco illustrati da Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio, sembrerebbero pendere in favore di Torino per l'organizzazione di quelle Olimpiadi che per volere del Cio dovrebbero rispettare i canoni di sostenibilità e di legacy. I costi sarebbero i più bassi in assoluto. Rispetto alla spesa per l'organizzazione del 2006 che si aggirò attorno ai 3 miliardi e 100 milioni di euro - per gli impianti e la gestione dell'evento -, per il 2026 si spenderebbe un miliardo di euro in meno. Nello specifico il risparmio sarebbe proprio sull'allestimento di impianti e infrastrutture per cui i costi si aggirerebbero sugli 850milioni di euro contro il miliardo e 850 del 2006.

Risparmio sugli impianti

Si ipotizza infatti la valorizzazione degli investimenti già fatti, privilegiando il rilancio e il riutilizzo del patrimonio esistente e favorendo il più basso impatto ambientale possibile. "Rimettere a posto l'impianto di bob per esempio - ha sostenuto Ivo Ferriani, membro del Cio per l'Italia, presidente della Federazione internazionale di bob e sport manager per la stessa disciplina ai Giochi del 2006 - costerà circa il 30% in meno rispetto alla costruzione di un nuovo impianto. E si è pensato già, in un'ottica di sostenibilità, all'utilizzo di pannelli solari per il suo raffreddamento: sistema che porterà sicuramente dei vantaggi al territorio, anche nel post-olimpico". 

Un clima di fiducia

"E' un'opportunità pazzesca - dichiara Ilotte -: invito tutti, politica e territorio, a evitare i no aprioristici. Tra l'altro proprio perchè abbiamo già tutto, il periodo di preparazione ai Giochi sarebbe più breve e le strutture potrebbero già essere pronte due anni prima favorendo così l'organizzazione di eventi pre olimpici, con una ricaduta positiva per le valli e per la città". Lo studio di pre-fattibilità sarà consegnato a Chiara Appendino come aiuto per decidere. Ora infatti la palla passa a lei, al momento alle prese con una parte della sua maggioranza che dell'ipotesi Giochi Olimpici non ne vuole proprio sapere. C'è tempo fino a fine mese per firmare la dichiarazione di interesse, mentre il passo successivo - la presentazione del dossier di candidatura - dovrebbe essere fatto entro il 12 aprile 2019. 

In tutto questo scalpitare tuttavia, il clima e le sensazioni fra chi sostiene l'idea a cinque cerchi sono positivi: "Difficile dire cosa deciderà - dichiara Ilotte - ma penso che Appendino sia molto pragmatica e abbia a cuore il suo territorio". Sorridente e rilassato appare anche il sindaco di Sestriere Valter Marin: "Sono fiducioso - ha ammesso -, sia sul sì della sindaca di Torino, sia sul fatto che questa potrebbe essere una candidatura vincente". 

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