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Sarà Stefano Lo Russo il capogruppo del Pd in Sala Rossa

Otto consiglieri su sedici firmano un documento in favore di Lo Russo, che con ogni probabilità mercoledì diventerà il nuovo capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale

E' un vero e proprio muro contro muro, nonostante le dichiarazioni e i comunicati stampa concilianti, quello che si è creato nel Partito democratico torinese per la nomina del capogruppo in Sala Rossa.

Otto consiglieri del Partito democratico su 16, cui si è aggiunta in extremis la firma tecnica dell'indipendente Silvio Viale, hanno firmato il documento in appoggio della scelta di Stefano Lo Russo come capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Torino. I "garigliani" sono invece sostenitori dell'ex assessore Roberto Tricarico. Ma a quanto pare prevarranno i seguaci della linea Morgando-Bragantini-Fassino, sostenitori di Lo Russo.

A firmare il documento in favore di Lo Russo sono stati i consiglieri Paolino, Rattazzi, Genisio, Centillo, Cassiani, Altamura, e Nomis, più Lo Russo stesso e Viale. Nonostante il documento però, le trattative all'interno del gruppo non sono finite.

"Non vogliamo fare prova di forza - afferma il segretario del Pd provinciale torinese Paola Bragantini - il gruppo andrà gestito insieme, senza veti e con spirito di condivisione. Sarà necessario trovare un'intesa sostanziale e non formale".

L'ufficializzazione della scelta definitiva avverrà domani, nel primo Consiglio comunale, quando la decisione del gruppo verrà comunicata al presidente della Sala Rossa. Domani è in programma la prima seduta dell'amministrazione Fassino: il Pd e la maggioranza dovranno avere individuato anche il vicepresidente del Consiglio Comunale.


A meno di sorprese al Pd toccheranno poi quattro o cinque presidenze di Commissione sulle otto complessive (di cui una, il Controllo di Gestione, andrà al centrodestra). Viale, presidente dei Radicali Italiani, ha scelto di appoggiare il capogruppo indicato dalla maggioranza degli esponenti del Pd, senza però sottoscriverne il documento programmatico. "Il riferimento politico del gruppo - sostiene infatti l'esponente dei Radicali - è il programma del sindaco, e ai consiglieri comunali non può certo essere negata una propria iniziativa politica rivolta al Consiglio Comunale, nel rispetto degli impegni presi".

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