Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Quale futuro per i parchi piemontesi?

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Il sistema regionale delle aree protette del Piemonte (parchi nazionali, riserve naturali statali, aree protette a gestione regionale, provinciale e locale) è un complesso di emergenze ambientali e culturali di grande rilievo nel panorama nazionale.

Venuta meno la spinta ideale che ne aveva caratterizzato la prima fase di vita, il rischio cui vanno incontro le aree protette piemontesi oggi è gravissimo. L’ideologia produttivistica, esatto riflesso della dominante cultura neo-liberista, considera i parchi meri prodotti di sfruttamento e consumo. Egualmente non vi è alcun tentativo, almeno da parte di altre voci istituzionali, di avviare una vera riflessione sulle prospettive e sul futuro di questi territori.

La politica delle aree protette piemontesi oggi preoccupa per l’immobilismo e per l’abbandono in cui versa. La banalizzazione del ruolo dei parchi, l’assenza di rappresentanze ambientaliste, il blocco delle politiche di sistema, l’oblio di strumenti fondamentali quale la Carta della natura e il consistente taglio alle risorse e al personale sono i tratti caratteristici dell’attuale azione di gorverno.

I parchi non hanno ora interlocutori politici, quasi che siano scomparsi dal bagaglio culturale dei partiti . Di interlocutori politici, i parchi e il frammentato,ma esteso, mondo che ruota attorno ai parchi hanno un estremo bisogno. Sinistra Ecologia Libertà intende svolgere una funzione importante e rappresentare uno di tali interlocutori non soltanto per il ruolo che suoi esponenti hanno svolto e continuano a svolgere in questo settore (a livello culturale, politico, sindacale, associativo), ma soprattutto perché SEL è intrisa di ecologia e le grandi questioni della gestione del territorio e della conservazione della natura entrano a far parte della ragione della sua esistenza.

Con il seminario del 9 giugno si intende avviare un percorso in tal senso. Si partirà da un’analisi della situazione esistente a un anno dall’entrata in vigore della legge per poi allargare la riflessione al ruolo dei parchi oggi e alle relative potenzialità in termini di tutela e valorizzazione. Non dimenticando un fondamentale strumento di monitoragggio dello stato dell'ambiente naturale del Piemonte, come la Carta della natura, prevista dalla legge vigente, ma lungi dall’essere adottata dalla Giunta regionale.

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