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Pd: Bragantini è contro le primarie, è rottura nel partito

E' rottura interna nel Pd per la scelta dei prossimi candidati parlamentari. La segretaria Bragantini sostiene che il partito dovrebbe scegliere, mentre Gariglio e Esposito sostengono le primarie

Si è aperto uno scontro all'interno del Pd per quanto riguarda i nomi dei prossimi parlamentari del partito. La segretaria cittadina Paola Bragantini ha sottolineato che per lei le liste dei candidati che andranno a rappresentare il Pd nel prossimo parlamento deve essere il partito. Ma su questa posizione la Bragantini ha trovato parecchi oppositori.

Contro il segretario si sono levate oggi le voci di esponenti del Pd come Davide Gariglio, principale avversario di Fassino nelle primarie dello scorso anno per la scelta del candidato sindaco di Torino. Ma anche parlamentari come Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi (l'ex operaio sopravvissuto al rogo Thyssen è stato indicato da Bragantini come esempio di candidato con scarse chance in caso di primarie).

Il Consigliere Davide Gariglio è chiaro sulla questione: "Appellarsi al merito è una soluzione furbesca, perché gli unici titolati a giudicare un parlamentare sono gli elettori, non certo la segreteria del partito". "Occuparsi dei problemi dei cittadini - rimarcano Esposito e Boccuzzi - produce consensi. Non ci sentiamo inadeguati a partecipare alle primarie, nonostante la nostra mancanza di risorse e di pacchetti di voti".


Il consigliere regionale Mauro Laus definisce "gravi" le dichiarazioni del segretario torinese. Getta acqua su fuoco invece il parlamentare Giorgio Merlo: "non sarà certamente il tema delle primarie - auspica - a rompere l'unità del Pd torinese e piemontese". (ANSA)

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