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La movida in San Salvario

La movida in San Salvario

San Salvario, i cittadini: "Se il Comune non ci tutela, non pagheremo le tasse"

I residenti lamentano la mancanza delle forze dell'ordine sul territorio e minacciano lo sciopero fiscale. È soltanto una provocazione?

"Il Comune ha delle inadempienze verso di noi. E noi siamo legittimati a fare lo sciopero fiscale". È arrabbiatissimo Paolo Visconti, il primo firmatario della petizione - forse la quarta - presentata da 302 cittadini che al consiglio comunale chiedono più controlli delle forze dell'ordine, in quella zona compresa tra corso Vittorio Emanuele, via Nizza, corso Massimo D'Azeglio, corso Marconi e oltre, nota per la movida notturna ma ormai diventata 'terra di nessuno'.

"Non pagare le tasse forse è l'ultima cosa che possiamo fare - continua Visconti - per fare in modo che il Comune ci tuteli. Forse nel momento in cui non adempiremo ai nostri obblighi allora cambierà qualcosa? Oppure saremo additati come evasori?". La 'boutade' sa di provocazione ma una cosa è certa: i cittadini che vivono in zona, sono al limite della sopportazione e non sono disposti a resistere a oltranza. 

I firmatari della petizione fondamentalmente non sono contro la movida, la  presenza di locali multietnici e l'idea di svago che ormai i giovani si sono fatti del quartiere. "Mi fa piacere che San Salvario come livello di multietnicità sia stato paragonato alla moderna Berlino - continua Visconti, volutamente polemico - ma gradiremmo tutti che il controllo delle forze dell'ordine durante gli orari notturni fosse alla stregua di Bolzano". 

Il problema spesso non sono le persone che scelgono i locali di San Salvario per la cena ma gli avventori - sovente minorenni - di quegli esercizi che vendono alcol a basso costo, attirando folle di clienti nelle ore centrali della notte. Ed è proprio l'alcol uno dei motivi principali di degrado della zona: urla, risse, musica a tutto volume e auto parcheggiate in malo modo sui marciapiedi o in doppia fila.

Senza contare che al mattino i residenti, trovano sotto casa una vera e propria latrina a cielo aperto, il tutto contornato da cocci di bottiglie, lattine e bicchieri gettati a terra. " Senza contare il fatto che i rumori molesti - conclude Visconti - danneggiano la salute psicofisica di noi adulti ma soprattutto dei bambini che a volte di notte, per le urla e per lo spavento, non riescono a dormire".

È questa è solo una delle centinaia di testimonianze che confermano ulteriormente come il bisogno primario di chi abita a San Salvario, sia quello di ritornare alla normalità. 

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