Politica

Torino-Lione, Salvini lancia l’idea del referendum

E ribadisce il suo sì all’opera

Matteo Salvini

“Sul Tav aspettiamo l’analisi costi-benefici ma se non arrivassero risposte chiare, la strada potrebbe essere quella di chiedere il parere ai cittadini”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini lancia l’idea del referendum sulla realizzazione  della Torino-Lione, un argomento che sta tenendo banco in particolare in queste ultime settimane. “L’unica cosa da non fare è rimanere ancora in sospeso - prosegue Salvini - Vediamo cosa succederà a Bruxelles. Il dialogo si fa sempre in due: io sono ottimista fino all'ultimo''.

E ha ribadito la sua posizione: “ Personalmente io sono favorevole al sì. All’Italia che si muove, che cresce e che va avanti”. Ma dal lato del M5S, l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, frena:”Non è un ministro che decide di indire un referendum - ha precisato -. Certo, se ce lo chiederanno i cittadini, chi siamo noi per opporci?”.

La reazione grillina a Palazzo Civico 

E fra i Cinque Stelle, a Torino, anche il capogruppo a Palazzo Civico, Valentina Sganga, risponde piccata alla proposta di Salvini: "Ci stupiscono le proposte dei leghisti su un possibile referendum sul Tav - si legge in una nota - . Evidentemente il ministro Salvini, che non si capisce neanche più che ruolo abbia, se di ministro degli Interni o dei Trasporti, ha già appurato che i risultati dell'analisi costi-benefici danno ragione alle migliaia di persone scese in piazza sabato scorso e cerca un escamotage, come la proposta di un referendum con 20 anni di ritardo. Faccia i conti con la realtà - conclude - : il Tav va fermato a prescindere dalle promesse avanzate tra un caffè e l’altro”. 

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