Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Abolizione province? "Reagiremo a questo attacco alla costituzione"

Il Presidente della Provincia di Torino non si tira indietro e promette battaglia su un tema molto discusso negli ultimi tempi: l'abolizione delle Province. "Il trasferimento delle funzioni aumenterebbe i costi"

“Le decisioni del Governo Monti sulle Province rappresentano un grande errore, frutto di pregiudizio, una concessione alla polemica anti-casta oggi imperante. Il risparmio vero che deriverebbe dalla trasformazione delle Province sarebbe di 35 milioni, cioè il costo degli amministratori. Ma il trasferimento delle funzioni a Comuni e Regioni non farebbe altro che aumentare i costi della pubblica amministrazione”.

Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta è intervenuto stamattina ai lavori del Consiglio provinciale per informare assessori, consiglieri e una delegazione di dipendenti sul futuro delle Province in Italia alla luce dell'emendamento del Governo che le trasforma in enti di secondo livello trasferendo le competenze a Regioni e Comuni.

“Non ha nessun senso il nuove ente delineato dal decreto” ha proseguito Saitta, “che sarebbe non elettivo e privo di funzioni amministrative: un vero passo indietro per la politica e la democrazia, perché in questo modo si allarga la fascia dei non eletti quando oggi nel Paese c’è bisogno che il potere sia visibile, a partire dall’elezione dei parlamentari. Ho detto anche in Commissione parlamentare che il trasferimento delle funzioni è impraticabile in tempi brevi. Ci vorranno anni, e nel frattempo si bloccherà tutto, compresi gli investimenti. E poi, chi garantisce che le risorse trasferite alle Regioni siano poi utilizzate per le relative funzioni e non, per esempio, per tappare i buchi della sanità? Commissariare organi eletti dal popolo è contro la Costituzione, nella nostra storia era capitato solo durante il fascismo. E noi faremo valere le nostre ragioni davanti alla Corte Costituzionale”.

“Ribadisco la necessità”  ha aggiunto Saitta, “di una riforma vera della pubblica amministrazione nel suo complesso. E partiamo dalla nostra realtà con delle proposte coraggiose: riduciamo a 4 le Province piemontesi, siamo tutti d’accordo, e poi lavoriamo per la Città metropolitana, che nel caso di Torino corrisponde all’intero territorio provinciale. Ma non consentiamo che la Provincia sia svuotata delle sue funzioni e del suo patrimonio di storia, di competenze, di professionalità. C’è bisogno di un movimento di opinione e di difesa delle prerogative democratiche del Paese, la tecnocrazia rischia di ritenere politica e dibattito come un intralcio”.


Saitta ha anche chiesto al Consiglio provinciale la condivisione su una proposta di legge che parta da Palazzo Cisterna per porre un tetto alle indennità degli amministratori delle banche e delle grandi imprese, che spesso raggiungono dimensioni sproporzionate.

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