Risarcimento Thyssen, Magliano: "Due anni non bastano per decidere che cosa farne"

Alla fine l’interpellanza è stata mandata in Commissione per un approfondimento: vedremo di fare pressione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Il Comune riceve un milione di risarcimento per la tragedia Thyssen ma due anni non bastano per decidere che cosa farne, a parte le solite consulenze.

I soldi incassati dalla costituzione di parte civile finora non hanno prodotto i risultati decisi dalla stessa Giunta Fassino: borse di studio e iniziative per la sicurezza sul lavoro. Finora, invece, sono stati solo utilizzati per una consulenza per decidere che cosa farne.

Aprile 2011, dal processo Thyssen arriva un risarcimento di un milione di euro per la Città, costituitasi parte civile. E il Comune che fa? Nel dicembre del 2011 decide, con una delibera di Giunta, di usare quei fondi per borse di studio e iniziative per la sicurezza sul lavoro. E poi? Stipula una convenzione con l’Università per lo studio di fattibilità di una campagna di comunicazione in materia di cultura della sicurezza, totale circa 35mila euro.

Giugno 2014, risultati della convenzione, zero; iniziative realizzate, zero; borse di studio, zero. Questo è il quadro desolante che viene dalla risposta dell’Assessore Passoni alla mia interpellanza. A quanto risulta all’Assessore, una relazione sull’attività legata alla convenzione, dovrebbe essere pronta nei prossimi giorni: come troppo spesso accade con questa Giunta che si muove solo se stimolata, non a caso tutto avviene a ridosso dell’interpellanza, altrimenti delle iniziative a cui questo milione avrebbe dovuto essere destinato non si sarebbe saputo più nulla.

Se la Giunta ottempera in questo modo agli impegni che essa stessa si dà, le famiglie delle vittime possono pure mettersi il cuore in pace sull’area dedicata all’interno del Cimitero Monumentale, promessa dal Comune ma di cui non esiste traccia, né fisicamente, né nella documentazione che l’Assessore Passoni ha preparato per rispondere alla mia interpellanza che conteneva, appunto, una domanda specifica sulla questione.

Alla fine l’interpellanza è stata mandata in Commissione per un approfondimento: vedremo di fare pressione, ma che ci sarà mai da approfondire su una questione per la quale semplicemente non s’è fatto nulla, a parte affidare una delle solite consulenze? Ci sarebbe, casomai, da provare un po’ di vergogna.

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