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Sanità: la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale fa discutere

Forza Italia e Movimento 5 Stelle hanno mosso forti critiche contro la riorganizzazione proposta dalla Giunta Chiamparino. Nemmeno le risposte dell'assessore Saitta hanno calmato gli animi dei consiglieri

Centralità della salute, gerarchia degli ospedali, potenziamento del 118, rafforzamento degli ospedali di territorio e dell’assistenza territoriale: questi i temi affrontati durante il Consiglio regionale straordinario chiesto da Forza Italia e dal Movimento 5 Stelle sul tema della Sanità regionale e sulla riorganizzazione della rete ospedaliera. A rispondere in primis l'assessore Antonio Saitta, il quale ha ribadito l'importanza della riclassificazione degli ospedali fra hub di secondo livello, Dea di primo livello e ospedali di territorio, affermando che questi ultimi non saranno centri marginali ma garantiranno una presenza sanitaria diffusa.

L'assessore Saitta ha parlato della grave situazione economica in cui versa la Sanità piemontese e del concreto rischio che si certifichi il fallimento della Sanità pubblica: “La situazione dei conti in rosso che la nostra Regione presenta dal 2010 ci richiede innanzitutto di intervenire sui costi, soprattutto quelli di produzione, controllando la spesa ospedaliera, centralizzando alcune gare d’appalto e la spesa farmaceutica - ha spiegato -. Dobbiamo anche ricomporre la frammentazione, applicando i parametri indicati dal patto per la salute: la moltiplicazione dei numeri dei primari e dei reparti in cui la produzione è bassa costituisce infatti un rischio per la salute”.

Non sono mancate le critiche da parte dell'opposizione. Tra i punti maggiormente criticati vi sono la mancanza di dati ufficiali in merito alla riorganizzazione della rete ospedaliera e la riduzione di reparti e servizi secondo una logica ragionieristica, ma senza valutare le diverse e specifiche esigenze dei diversi territori.

“La precedente Giunta non ha lasciato la sanità in disavanzo, anzi, nel 2013 il ministero della Sanità ha certificato il nostro pareggio di gestione - il commento del consigliere di Forza Italia GianLuca Vignale -. L’attuale delibera invece è un taglio indiscriminato ai servizi e ai posti letto che porta il tasso complessivo di ricoveri al 3%, un valore inferiore a quello previsto dalla legge nazionale”. Scettici anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle: "Vorremmo capire come si traducono sul territorio i tagli di duemila posti letto", ha chiesto Davide Bono, che ha giudicato la riorganizzazione ospedaliera guidata da un calcolo ragionieristico e senza attenzione ai bisogni reali. Concetto ribadito anche dal collega di partito Paolo Mighetti: "“Avete esaminato dei numeri senza vedere la qualità delle singole strutture in termini fisici e di produzione, non ne avete confrontato i parametri di sicurezza”.

Le critiche hanno ricevuto immediata risposta da parte di Saitta, che ha comunque lamentato una mancanza di proposte da parte dell'opposizione su come ridurre gli sprechi o ridimensionare i costi della spesa sanitaria del Piemonte. "Veniamo da anni in cui il nostro sistema sanitario ha registrato sprechi per 300 milioni di euro l'anno ed un aumento della mobilità passiva fino a 50 milioni di euro - evidenzia l'assessore -. Fino a ieri non c’è stato nessun controllo sulla spesa farmaceutica come sulla diagnostica, ora abbiamo riportato il controllo attraverso un’azione puntuale e precisa sull’operato dei direttori delle aziende. Ai nuovi direttori, che nomineremo ad aprile, assegneremo obiettivi specifici e articolati che verranno individuati anche attraverso un confronto con le assemblee dei sindaci”.

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