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Riforma su rifiuti e acqua in Piemonte: ridotti a quattro gli ambiti territoriali

Resa necessaria dalla Finanziaria 2010, la legge di riforma proroga al 2013 la soppressione delle Autorità per la gestione delle risorse idriche e dei rifiuti e dimezza gli ambiti territoriali

E' stata approvata dal Consiglio Regionale la riforma per la gestione di rifiuti e acqua. Punti salienti: riduzione delle Autorità d'ambito per la gestione rifiuti da otto a quattro, creazione delle Conferenze d'ambito provinciali e assegnazione delle competenze di gestione dei servizi, tariffazione, programmazione e organizzazione alle Province.

La riforma nasce in risposta a quanto prescritto nella Finanziaria 2010. Il documento ha infatti disposto la soppressione delle Autorità d'ambito ottimale per la gestione delle risorse idriche e per la gestione integrata dei rifiuti a partire dal 1 gennaio 2012 e demanda alle Regioni l'attribuzione, con legge, delle funzioni già spettanti a tali autorità.Con il provvedimento approvato oggi il termine di soppressione viene prorogato al 1 gennaio 2013.

La nuova legge prevede la suddivisione del territorio piemontese in quattro ambiti territoriali (Novarese, Vercellese, Biellese e Verbano Cusio Ossola; Astigiano e Alessandrino; Cuneese; Torinese) per la gestione integrata dei rifiuti. Rimane invece invariata la suddivisione degli Ato per la gestione idrica. Le Province eserciteranno le funzioni di organizzazione e controllo diretto dei servizi, con il parere obbligatorio e vincolante dei Comuni. E' previsto infine che il ciclo di raccolta e il ciclo di smaltimento rifiuti non possano essere operati dallo stesso gestore per evitare casi di conflitti di interesse.

Nella riforma non mancano però le contraddizioni: "Questa è una legge che nasce vecchia - ha sottolineato il capogruppo del Pd Aldo Reschigna - perché non tiene conto di quanto sta cambiando a livello nazionale sul tema di riorganizzazione degli enti locali, in particolare sulle Province". Al contrario per Fabrizio Comba (Pdl), relatore di maggioranza della legge, "il testo rientra nel progetto di ottimizzazione delle risorse e delle funzioni della Regione. E' una legge innovativa, il sistema sarà più completo e attuale, e garantirà l'economicità, l'efficienza, la separazione delle funzioni".

"In questa legge non si capisce chi fa cosa - ha spiegato il capogruppo Idv Andrea Buquicchio - non è chiaro il ruolo delle Province e dei Comuni. Chi gestirà la raccolta e chi lo smaltimento dei rifiuti?". Giovanni Negro (Udc) ha sottolineato "la scarsa chiarezza su Conferenze d'ambito e ruolo dei sindaci" mentre per il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Davide Bono, "arriviamo alla conclusione di un travagliato disegno di legge dove non è chiaro il ruolo degli impianti di smaltimento. Quello previsto a Torino rende inutili tutti gli impianti di pretrattamento". "La legge - ha dichiarato infine l'assessore all'Ambiente Roberto Ravello - affronta in maniera organica la 'governance' del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti, del riordino degli ambiti e della rideterminazione di poteri, competenze e responsabilità".

(fonte ANSA)

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