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Regionali 2010, domani il giorno fatidico: si attende il giudizio del Tar sui ricorsi

Il Tar dovrebbe esprimersi domani sulla vicenda dei ricorsi elettorali, e quindi sulla validità o meno delle elezioni regionali del 2010. Al centro della questione, le firme false per la lista "Pensionati per Cota", che risultò determinante per la vittoria del centrodestra in Piemonte

Il giorno fatidico infine è alle soglie: domani dovrebbe concludersi la vicenda infinita dei ricorsi per le elezioni regionali del 2010, che hanno visto la vittoria del leghista Roberto Cota. I motivi sono noti: i giudici devono pronunciarsi sui ricorsi presentati dall'antagonista di Cota, Mercedes Bresso, in merito alla questione della lista "Pensionati per Cota", che ottenne 27mila preferenze (risultando così determinante per far vincere il centrodestra) anche se la presentazione delle candidature fu viziata da irregolarità nelle firme. Lo stesso Giovine è stato in seguito condannato in via definitiva a 2 anni e 8 mesi, ed è stato obbligato a lasciare Palazzo Lascaris. 

Per l'ex zarina, la lista è da annullare e i suoi voti devono essere cancellati; ne conseguirebbe che il Tar dovrebbe dichiararla vincitrice tout court, oppure ordinare il ritorno alle urne. Il centrodestra è tranquillo, anche se venisse cancellata la lista "Pensionati per Cota": i voti da annullare sarebbero solo 15mila, e comunque la maggioranza chiede di fare i conti decurtando altri 15mila voti, quelli della lista "Pensionati e Invalidi" pro Bresso, che non ha espresso nessun consigliere ma che è stata al centro di un'analoga inchiesta per falso, con patteggiamento dell'indagato ed è stata per questo annullata dal tribunale. 

"Il differenziale - dice un comunicato della maggioranza - è di 6.085 voti in più a favore di Cota". Inoltre, hanno sempre sostenuto gli avvocati, la volontà dell'elettore va interpretata: il voto ai 'Pensionati per Cota' non era per Giovine, ma per il governatore.

La partita è iniziata quasi 4 anni fa, all'indomani delle elezioni: lo scenario di domani, dopo anni di sentenze e pareri contraddittori, è difficile da prevedere. Il Tar, come hanno chiesto le controparti della Bresso, potrebbe "decidere di non decidere" e di aspettare l'esito di una causa civile (innescata da un atto chiamato "querela di falso") che riprenderà solo il prossimo aprile in Corte d'Appello. Potrebbe però anche assecondare il Consiglio di Stato, certificando l"equipollenza": in pratica, per stabilire che la lista deve essere estromessa, la "querela di falso" non serve. Ma secondo Giorgio Strambi, uno degli avvocati di Giovine, non è possibile: "Il codice parla chiaro, la cancellazione è impossibile se pregiudica interessi di terzi: in questo caso i consiglieri regionali che perderebbero il posto senza avere fatto nulla di male".

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