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Ricorso straordinario "inammissibile", la Cassazione dà torto a Giovine

Respinto il ricorso straordinario presentato dai legali dell'ex consigliere regionale condannato per firme false. Per gli avvocati la condanna era stata emessa sulla base di "errori di fatto"

Anche l'ultimo appello di Michele Giovine è stato respinto. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato "inammissibile" il ricorso straordinario presentato dall'ex consigliere regionale condannato a due anni e otto mesi il 14 novembre 2013 per la vicenda delle firme false della lista "Pensionati per Cota".

Il ricorso straordinario era stato presentato dai legali di Giovine perché - a loro dire - la condanna era stata emessa sulla base di "errori di fatto", cioè su una sbagliata lettura da parte dei giudici delle notizie di reato e delle risultanze del fascicolo. Ma la Corte di Cassazione non l'ha pensata allo stesso modo degli avvocati difensori.

Michele Giovine ha affermato che il ricorso era più che fondato e che sarebbe stata un'occasione per correggere una sentenza sbagliata ed una pena molto pesante a suo carico. Il respingimento del ricorso è avvenuto lo scorso venerdì ad opera della Prima sezione penale della Suprema Corte, ma se ne è avuta notizia solo quest'oggi.

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