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Sabato, 28 Maggio 2022
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A Torino il 15% dei residenti è straniero, ma non ha la cittadinanza: "Prevale l'approccio ideologico"

Dal 2003 sono triplicati: si è passati da 40.000 a 128.000

"Non si può essere cittadini stranieri per sempre", a dirlo è Abdullahi Ahmed Abdullahi, consigliere comunale di Torino eletto con il Partito Democratico alle scorse elezioni. Lo fa dopo aver snocciolato numeri di oggi e di ieri che se messi a confronto scattano la fotografia di una Torino sempre più multietnica e internazionale. 

"Il rilancio internazionale della città deve partire dagli stranieri che sono a Torino", spiega Michela Favaro, vice sindaca della città, "ci devono essere iniziative per accogliere chi arriva e anche per integrare. Gli incontri tra gli studenti internazionali, gli scambi internazionali e le iniziative per promuovere la fruizione degli eventi da parte di tutti sono importanti perché aiutano a far sentire tutti parte della medesima comunità". 

Comunità, quella straniera, che è sempre più folta e i numeri lo dicono chiaramente: i cittadini stranieri residenti nella Città di Torino nell'ultimo decennio sono triplicati passando dai 40.000 del 2003 ai 128.000 attuali che rappresentano il 15% della popolazione complessiva. In sostanza oltre un cittadino torinese su dieci e straniero, ma non ha la cittadinanza. 

Ottenere lo status di cittadino italiano infatti è sempre più complicato, un dato solo a confermarlo: nel 2020 e nel 2021 hanno ottenuto la cittadinanza italiana solo 11.000 persone delle 128.000 residenti in Città. "Il decreto sicurezza ha aumentato i tempi per il rilascio perché una volta ottenuti i requisiti e fatta la domanda ci vogliono quattro anni per ottenere la risposta", spiega Abdullahi Ahmed Abdullahi, "penso che nei prossimi due anni quel numero è destinato ad aumentare". 

"Per ottenere la cittadinanza ci sono diversi modi: il matrimonio, il compimento del 18esimo anno di età e per tutti gli altri ci vogliono dieci anni di residenza, oltre a dover dimostrare di aver lavorato negli ultimi tre anni", continua Abdullahi Ahmed Abdullahi. Persone che nei fatti sono inseriti nel tessuto cittadino, ma che non godono degli stessi diritti di tutti.  

Secondo i dati del Registro Imprese della Camera di Commercio di Torino, al 31 dicembre 2021 le imprese create o gestite, nell'area Piemontese, da persone straniere sono 48.676. Una realtà che ormai è parte significativa e strutturale del tessuto imprenditoriale locale visto che ne rappresenta il 13,4% del totale, e che presumibilmente guadagnerà sempre più terreno; attualmente ha un tasso di crescita annuale che supera il 6%.

"C'è qualcosa che non torna perché la narrazione che si è fatta fino a oggi, per come vengono affrontate le tematiche che riguardano i cittadini stranieri sono diventate ideologiche. Sono diventati oggetti, non sono soggetti", dice Abdullahi Ahmed Abdullahi ed è per questo che chiede alla Città di coinvolgere questi cittadini - che siano lavoratori o studenti - per creare ponti: "La città ha già ospitato eventi importanti di carattere internazionale, io promuoverei in questo contesto anche un ruolo di questi nuovi cittadini". 

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