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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica Centro / Piazza Castello

La Regione Piemonte taglia sui diritti, dimezzati nel 2021 i fondi contro le discriminazioni

Marrone: "Basta sprecare risorse pubbliche in inutili sceneggiate ideologiche"

Il Piemonte taglia sui diritti: dimezzati nel 2021 i fondi dedicati ai temi dell'antidiscriminazione. Bloccati i corsi di formazione destinati al personale regionale e pubblico sui temi dell'omofobia, del razzismo e contro le discriminazioni ai disabili. Una virata politica che arriva con l'approvazione della delibera di Giunta che programma i capitoli di spesa che la Regione Piemonte investe ogni anno per attività di formazione, e non solo, contro le discriminazioni. 

"Genitore 1, Genitore 2, Italiano violato da asterischi e desinenze femminili dappertutto.. Basta sprecare risorse pubbliche in inutili sceneggiate ideologiche di lessico boldriniano all’insegna dell’ideologia gender", così l'assessore regionale Maurizio Marrone, annuncia sul suo profilo facebook il taglio di 100.000 euro di fondi ai corsi contro le discriminazioni, poi continua annunciando uno stanziamento di fondi, pari all'importo tagliato, nei confronti dell'Ente Nazionale Sordomuti con l'obiettivo, scrive Marrone, di "estendere il servizio di interprete che realizzerà finalmente l’accesso ai servizi sanitari, civici, culturali alle persone sorde che finora sono state tagliate fuori in un inaccettabile isolamento, soprattutto in questa interminabile emergenza Covid". Un finanziamento reso possibile dal fatto che la delibera di Giunta è a firma del presidente della Regione Piemonte. L'ente regionale infatti non potrebbe diversamente assegnare fondi in modo diretto. 

Ogni anno la Regione Piemonte è tenuta a fare una delibera di programma che preveda i capitoli di spesa nel settore dell'antidiscriminazione. Risorse che con l'arrivo dell'ex assessore Roberto Rosso furono portate da 200.000 euro l'anno a 500.000. La gestione di questi fondi nel momento in cui Rosso perse le deleghe assessorili passarono direttamente al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ancora oggi firma la delibera, ma che dal 2021 ha trasferito la gestione del dossier all'assessore Maurizio Marrone. 

Dal 2021 però questi fondi hanno subito un drastico taglio del 50% passando da circa 400.000 a 200.000, un taglio che di fatto ha bloccato i corsi di formazione interni al personale regionale e della pubblica amministrazione sul tema dell'antidiscriminazione e il Bus dei Diritti. I corsi finanziati dalla Regione Piemonte in realtà non avrebbero riguardato solo i temi LGBTQI, ma tutti i fronti di possibile discriminazione. 

Le reazioni

"La destra fa festa sottraendo fondi al contrasto alle discriminazioni per persone Lgbtqi+? Povero Marrone, non ha ancora capito che le persone si innamorano delle persone e non dei generi", ha commentato il consigliere regionale Marco Grimaldi, "Marrone li chiama 'corsi lgbt' e 'indottrinamento del personale', in un delirio paranoico in cui esisterebbero una lingua 'violata' dalla presenza del femminile e di altre forme inclusive, parte di un temibile 'lessico boldriniano' e, naturalmente, la famigerata 'ideologia gender' che si diffonde come un cancro nella società convertendo all'omosessualità giovani indifesi e femminilizzando il virile maschio alfa. Per la destra esistono discriminati buoni e veri e altri cattivi, perniciosi, e anzi non discriminati affatto, che vanno estirpati come le erbacce".

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