Discriminata perché fidanzata con un africano: Regione e Comune dalla parte di Chiara

L'assessora Cerutti: "La sosterremo economicamente se vorrà denunciare l'uomo che l'ha offesa"

Ha suscitato indignazione il caso della diciottenne alla quale è stato negato un lavoro, perchè fidanzata con un giovane di colore. Dalla parte di Chiara si schierano anche le istituzioni. La Regione Piemonte, tramite l'assessora alle Pari opportunità Monica Cerutti, non ha esitato a prendere le difese della ragazza e a sostenerla qualora decidesse di denunciare l'uomo che, negandole un lavoro come commessa, l'ha anche offesa tirando in ballo addirittura il "Mostro di Firenze".

La Regione dalla parte di Chiara

 "La discriminazione è netta e ampiamente documentata - ha dichiarato -. Rientra quindi in uno dei casi in cui può intervenire la legge regionale 5/2016. Vista la determinazione con la quale Chiara ha reso pubblico questo brutto episodio, la Regione Piemonte è al suo fianco chiedendole di procedere con una denuncia, che potrà essere sostenuta economicamente con il fondo istituito con la legge stessa. È fondamentale che casi come questi - ha continuato l'assessora - non passino sotto silenzio ma emergano, perché si affermi una cultura che renda le differenze un valore effettivo, e non elemento di discriminazione".

La voce del Comune

E dalla parte di Chiara c'è anche il Comune per voce dell'assessore Marco Giusta: "È il paragone con il Mostro di Firenze a rendere tutto più surreale e terrificante - ha scritto, fortemente indignato, l'assessore alle Pari opportunità sul suo profilo Facebook -. Da una parte, una persona che ha stuprato e ucciso 16 persone in quasi vent'anni. Dall'altra, il fidanzato (di colore) di una ragazza che cerca lavoro e che, proprio per questa relazione, non si meriterebbe di gestire la cassa di un negozio.

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Ovviamente non posso sapere quali sono i motivi del commerciante che ha espresso questo giudizio. Però conosco il contesto: un contesto in cui dell'immigrazione non si parla, si litiga. Non si discute, si lotta... Io lo so - continua Giusta -, perché l'ho sperimentato sulla mia pelle in quanto omosessuale: non c'è nessuno di più debole di chi ha paura dell'amore. Pericoloso, forse, paranoico, sicuramente, ma debolissimo e vigliacco. I deboli e i vigliacchi, alla lunga, perdono sempre. Ricordiamoci di indignarci, sempre. E non tacere mai".

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