Débacle Olimpiadi ma Chiamparino non si arrende: "A Roma per concretizzare il tridente"

Appendino: "Senza l'appoggio del Governo, non ci sono le condizioni"

Sergio Chiamparino

In seguito all'annuncio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetto, relativo alla "bocciatura" della candidatura a tre, si infrangono così i sogni di tutti coloro che le Olimpiadi nel 2006 le hanno ottenute, costruite e vissute e che sognavano un bis. Ma non è intenzionato a mollare il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, che a caldo commenta: "Per quel che mi riguarda, sono disposto a venire a Roma al più presto per concretizzare la candidatura del tridente - rispondendo all'invito del governatore del Veneto - Condivido pienamente - dice Chiamparino - le preoccupazioni del collega Luca Zaia sui rischi che la situazione che si è determinata pregiudichi una candidatura dell'Italia alle Olimpiadi invernali 2026. Per quel che mi riguarda, fatta salva la pari dignità delle tre città candidate, la posizione del nome nel logo non ha mai rappresentato e non rappresenta un problema". 

Una sconfitta per Torino che le strutture per accogliere nuovamente un'Olimpiade doveva solo rispolverarle e un vero e proprio smacco, in vista della strada che vorrebbero intraprendere Attilio Fontana e Luca Zaia, per una candidatura a due con Lombardia e Veneto.  

"In Piemonte, senza il pieno sostegno e l'impegno economico del Governo non ci sono le condizioni per organizzare i Giochi". Queste invece le parole della sindaca di Torino Chiara Appendino. "La scelta naturale era Torino - continua la prima cittadina - ma non ci siamo tirati indietro sulla possibilità di condividere con altri. Oggi prendiamo atto che non ci sono le condizioni per presentare questa candidatura multipla e che il Governo non è disponibile ad assumersi gli oneri finanziari di altre candidature, che siano a una o due città".

L'attacco delle opposizioni

E intanto le opposizioni a Torino attaccano. Una delle prime è la Lega Nord con il capogruppo in Comune Fabrizio Ricca: " Dispiace molto che l'impegno profuso in questi mesi dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti e dalla Lega per riportare i Giochi olimpici invernali sulle montagne piemontesi si infranga di fronte a una sindaca incapace del suo ruolo e di tenere le redini della sua maggioranza. Quello che poteva essere un rilancio delle nostre valli montane dopo anni di crisi è diventato un totale fallimento. Appendino ha sacrificato un'occasione imperdibile per Torino sull'altare della sua maggioranza, dove l'opinione di pochi consiglieri ha deciso per tutti. Con il risultato che la nostra città sarà l'unica esclusa dalla corsa". 

"Alla fine litigi politici tra Lega e M5S, localismi e micragnosità varie sono prevalse - commenta anche Stefano Lo Russo, capogruppo del Pd - . Se poi fosse vero, come sembra, che a causa dei veti del M5S di Torino e delle ambiguità di Appendino prendesse corpo una candidatura alternativa delle sole città di Milano-Cortina che ci taglia fuori, sarebbe l'ennesima conferma non solo della totale inaffidabilità dei grillini, ma anche del fatto che gli unici che escono con le ossa rotte saremmo, per l'ennesima volta, solo noi torinesi.
E stavolta i responsabili del disastro torinese hanno nomi e cognomi piuttosto precisi. Comunque andrà a finire la vicenda, una gestione politica dilettantesca in cui non perde solo Torino, perde l'Italia".

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A dire la sua anche l'ex sindaco Piero Fassino: "Sulla candidatura ai giochi olimpici invernali 2026 oggi è avvenuto il triste epilogo di una gestione fallimentare della giunta Appendino e della sua maggioranza che non hanno mai creduto davvero alle Olimpiadi. In questi mesi sono state create le condizioni ideali per far saltare la candidatura olimpica. Si sta così infliggendo un nuovo colpo a Torino, alla perdita di opportunità e a una crescente marginalità. E di questo porta tutta intera la responsabilità l'amministrazione Appendino".

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