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Gioco d'azzardo, la Sala Rossa vuole regole più severe: sì alla proposta di una nuova legge

Ma Ricca, Maccanti (Lega) e Viale (Lista Civica) votano contro

E' stata approvata in Sala Rossa - con 23 voti favorevoli e 4 contrari - la deliberazione, presentata in aula dal sindaco Stefano Lo Russo in veste di consigliere comunale, con la proposta di legge regionale per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo patologico. Una proposta avanzata anche dalle municipalità di Grugliasco, Nichelino, Mongrando (BI) e Baveno (VCO).

La proposta

In particolare, la proposta di legge prevede il divieto, per i Comuni fino a 5.000 abitanti, di collocare apparecchi per il gioco a meno di 300 metri da luoghi come scuole di ogni ordine e grado, Università, centri di formazione professionale, luoghi di culto e cimiteri, istituti di credito e compravendite di oro usato, bancomat, impianti sportivi, stazioni ferroviarie e di bus, luoghi di aggregazione per giovani e anziani. Per i Comuni al di sopra dei 5.000 abitanti, la zona off limits è estesa a 500 metri: una restrizione quindi più severa rispetto a quello in vigore, approvato dalla giunta Cirio che prevede una distanza di 400 metri. Vengono stabiliti inoltre, anche il divieto di oscurare le vetrine dei locali e le norme relative alla metratura di questi ultimi. 

Disciplinate anche anche le modalità di esposizione di “Gratta e vinci” negli esercizi pubblici. Ai Comuni l’iniziativa di regolamentare l’orario per l’uso degli apparecchi da gioco, nella misura massima di 10 ore sull’arco delle ventiquattro, divise in due fasce orarie e non prima di mezzogiorno. Imposte forti limitazioni anche alla pubblicità, con divieto assoluto relativo ad apertura o esercizio di sale giochi, sale scommesse o apparecchi per il gioco. Vietato l’utilizzo da parte dei minori.

Oltre un milione di giocatori 'con dipendenza'

Il documento esprime preoccupazione per la diffusione del gioco d’azzardo per il quale l’Istituto Superiore di Sanità stima vi siano in Italia, a fronte di più di 5 milioni i giocatori abituali, 1.200.000 giocatori problematici ovvero con dipendenza. In Piemonte nel 2019 sono stati spesi in gioco d’azzardo 4 miliardi e mezzo di euro, un dato in lieve diminuzione rispetto agli anni precedenti ma ancora alto. Inoltre, nota il documento approvato in aula, dopo l’approvazione della nuova legge al contrasto al gioco d’azzardo patologico, nel 2021, nella sola Torino sono state riattivate 220 licenze per slot machine e altri apparecchi da gioco.

La proposta di Torino e degli altri quattro Comuni intende tutelare le fasce più fragili della popolazione, dando la possibilità di continuare il cammino virtuoso che era iniziato alcuni anni fa e che aveva avuto riscontri positivi, vedendo diminuire gli accessi al servizio sanitario per le dipendenze (SerD), il volume del denaro speso in gioco e il numero delle slot machine. 

La proposta di Legge intende inoltre prevenire e contrastare gli interessi economici della criminalità in questo ambito. Si vuole inoltre prevenire e contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo attraverso azioni di informazione e sensibilizzazione, contenere l’impatto negativo di quest’ultimo sul territorio, disincentivare l’accesso al gioco, vietando la collocazione di apparecchiature da gioco nei pressi di luoghi sensibili e stabilendo limiti temporali e divieti in materia di pubblicità.

Le reazioni contro

La proposta, a proposito della quale in aula si sono espressi a favore Russi, Conticelli, Ravinale, Ciampolini e Apollonio, non ha visto invece l'approvazione di Fabrizio Ricca e Elena Maccanti della Lega, e dal consigliere di Lista Civica Lo Russo, Silvio Viale. 

La maggioranza in Sala Rossa - affermano il commissario cittadino della Lega Fabrizio Ricca e il capogruppo della Lega in Sala Rossa Elena Maccanti -non perde occasione per far propaganda e attacca strumentalmente la Regione e il gioco d’azzardo legale. Lo fa, evidentemente, senza tenere conto degli studi e delle ricerche del settore, che spiegano quanto più pericoloso e tentacolare sia il gioco illegale quando viene meno una regolamentazione pubblica di quello legale, lo fa senza citare i 600mila euro che la Regione Piemonte ha stanziato per un percorso educativo scolastico ideato per contrastare il gioco patologico e lo fa senza tener minimamente conto di quante famiglie vivano di questo settore ". 

E aggiungono: "Il gioco legale, in Piemonte, vale 2miliardi di euro e nel comparto lavorano 5mila 200 persone. Non sono cifre da poco e non sono occupazioni di serie B. È il proibizionismo, semmai, il vero rischio di questa partita, un azzardo, quello del divieto di gioco legale, che potrebbe spingere sempre più persone tra le braccia della criminalità. A chi fa propaganda rispondiamo con regolamentazione pubblica, educazione, vigilanza contro la patologia e non con divieti e promozione indiretta del sommerso”.

La proposta non ha avuto l'approvazione nemmeno di Silvio Viale che ha spiegato le sue ragioni: "Voterò contro perchè si tratta di una proibizione di fatto su tutto il teritorio cittadino. Invece di definire i luoghi dove sia possibile creare 'sale da gioco', viene stabilita una distanza di almeno 500 metri dai cosiddetti 'luoghi sensibili', che di fatto equivale ad un divieto su tutta la città. Se dividete Torino in quadrati di 500 metri di lato in nesuno dei circa 300 quadrati riuscirete a trovare un posto per aprire una sala gioco. Come per l'alcol, il tabacco e le droghe non è con il proibizionismo che si affronto le situazioni patologiche, ma le si peggiorano. So che il mio voto sarà probabilmente isolato e che la palla passa al Consiglio Regionale, ma mi pare importante ricordare tutto ciò".

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