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Scuola e Islam, presentato un progetto educativo contro il terrorismo

Il progetto prevede incontri con gruppi di classi scolastiche, con uno o più relatori. L’idea di fondo è di promuovere la chiarezza di concetti e idee di fronte a un linguaggio mediatico che investe i giovani con parole e slogan che meritano invece di essere realmente compresi e contestualizzati

E’ stato presentato ieri mattina in Sala Rossa il progetto educativo: “Islam: radici, fondamenti e radicalizzazioni violente. Le parole e le immagini per dirlo”. L’iniziativa – ha spiegato la consigliera Fosca Nomis promotrice dell’incontro – avviene in occasione del 10 dicembre (Giornata mondiale dei diritti umani) per incentivare il tema dell’educazione alla prevenzione degli estremismi violenti. La Commissione speciale di promozione della cultura della legalità e del contrasto dei fenomeni mafiosi, riunita in seduta congiunta con le Commissioni V e Pari Opportunità, ha ascoltato gli attori coinvolti nell’elaborazione del progetto.

Un’idea promossa dalla Commissione Legalità della Città di Torino con le Associazioni CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica), ASAI (Associazione di Animazione Interculturale), ANPE (Associazione Nazionale Pedagogisti), LBA (Leon Battista Alberti), in collaborazione con il Ce.Se.Di (Centro servizi didattici) della Città Metropolitana. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Piemonte.

Il progetto prevede incontri con gruppi di classi scolastiche, con uno o più relatori, usando video o immagini in Power point. L’idea di fondo è di promuovere la chiarezza di concetti e idee di fronte a un linguaggio mediatico che investe i giovani con parole e slogan che meritano invece di essere realmente compresi e contestualizzati.
Un ragionamento critico lessicale, quanto storico e culturale, attorno a delle coppie di termini: Migrante e spazio; Radicalismo e radicalizzazione; Terrore e terrorismo; Religione e fondamentalismo; Forza e violenza. Termini dibattuti con l’ausilio di immagini tratte da un più ampio repertorio di uso comune, proponendo di volta in volta una lettura critica.
Diciannove le classi coinvolte in questo anno scolastico per oltre 500 studenti. Un progetto sperimentale che si concluderà nella primavera del prossimo anno – ha spiegato la presidente della Commissione, Fosca Nomis – nella sede del Consiglio regionale.

All’incontro – moderato dal vice presidente del Consiglio comunale, Silvio Magliano e dalla presidente della Commissione speciale comunale, Fosca Nomis - hanno partecipato gli insegnanti coinvolti, alcuni studenti, autorità civili e militari, personalità del mondo istituzionale. Sono intervenuti il sindaco Piero Fassino, il presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus, la Consigliera metropolitana all’Istruzione e all’Infanzia, Domenica Genisio, l’assessore comunale Ilda Curti, l’esperto di Radicalisation Awarness Network della Commissione Europea, Luca Guglielminetti, gli insegnanti Luca Toselli (istituto Steiner) e Claudio Vercelli (Università degli studi di Torino), il Garante regionale dei detenuti e delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà, Bruno Mellano, e per il dipartimento dell’amministrazione carceraria, Marco Bonfiglioli.

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