Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Vignale: "Progetto Continassa a rischio, il Comune sta sbagliando"

Il consigliere regionale: "Non vorremmo che più che una leggerezza si trattasse di uno stratagemma. Per questo motivo vigileremo affinché il Comune non violi la legge regionale"

Il consigliere regionale Gian Luca Vignale avverte: "La variante parziale n. 277 predisposta dal Comune per la realizzazione del Progetto Juve alla Continassa va in violazione con la normativa regionale, che per progetti che coinvolgono più comuni richiede invece lo strumento della variante parziale"

"Nel 2010 il Tar ha bloccato il progetto di riconversione del Palazzo del Lavoro in un centro commerciale perché “la variante avrebbe dovuto essere approvata come variante strutturale”; e non parziale come invece era stato fatto. Nel 2012 il Comune di Torino, con il progetto Juve, dimostra di perdere il pelo ma non il vizio, riproponendo una variante parziale, quando per legge dovrebbe essere obbligato a presentarne una strutturale"

Poichè il Progetto Juve - continua il consigliere -  è realizzato su un’area  della Continassa, che attraversa oltre il Comune di Torino anche quello di Venaria, la Città deve proporre una variante strutturale e non parziale come quella invece predisposta.  Se viene il dubbio il Comune di Torino utilizzi lo strumento della Variante parziale con eccessiva leggerezza, ci chiediamo come sia possibile che nonostante una sentenza del Tar di appena due anni l’amministrazione comunale continui a voler escludere la Regione da competenze che per legge le sono proprie"

Vignale conclude: "Non vorremmo che più che una leggerezza si trattasse di uno stratagemma. Per questo motivo vigileremo affinché il Comune non violi la legge regionale utilizzando lo strumento della variante parziale al PRG esclusivamente per ridurre i tempi di approvazione del progetto. È infatti evidente che il rispetto della legge prescinda dalla grandezza della singola amministrazione o dalla forza imprenditoriale del singolo. Se così fosse sarebbe evidente che a Torino esiste un codice normativo a doppia lettura rigido con le piccole amministrazioni e decisamente ‘sbrigativo’ con il Comune capoluogo".
 

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