Riprende il processo sulle firme false dei "Pensionati per Cota"

Quest'oggi la prima udienza dopo la decisione della Corte di Cassazione. I legali di Cota hanno chiesto di inficiare il processo civile per mancata notifica della querela a tutti i Consiglieri

E' ripreso questa mattina il processo per la vicenda delle firme false della lista "Pensionati per Cota" alle ultime elezioni regionali. Imputato il consigliere Michele Giovine.  Si tratta della prima udienza dopo che la Corte Costituzionale ha stabilito che per verificare se eventualmente sia stato inficiato il risultato delle elezioni regionali, sarà necessario attendere l'esito del processo civile o, in alternativa, il terzo grado di giudizio penale (Giovine è già stato condannato in primo grado).

Il problema sta nei numeri della vincenda. La Lista di Giovine ha raccolto 27 mila firme (andate a Cota), mentre il gap tra l'eletto governatore e Mercedes Bresso è di sole 9 mila. La lista però sarebbe stata presentata - secondo quanto stabilito dal primo grado di giudizio penale - con alcune firme irregolari. Nell'udienza odierna i legali di Cota hanno chiesto di inficiare il processo civile in quanto i rappresentanti di Bresso non avrebbero notificato la querela per falso nei confronti di Giovine a tutti i consiglieri regionali, così come ordinato dal tribunale, in quanto parti in causa.

In particolare, ha sostenuto l'avvocato Luca Procacci, sarebbero stati dimenticati i consiglieri Roberto Boniperti e Giampiero Leo (Pdl) e Paolo Tiramani (Lega Nord). La replica di Enrico Piovano, legale di Bresso, è stata che sono stati informati, così come richiesto dal tribunale, tutti i consiglieri eletti alle ultime regionali, mentre i tre in questione sono entrati a seguito di surroghe di dimissionari. (Fonte Ansa)

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