Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica Pozzostrada / Corso Trapani

Sicurezza, degrado e spaccio: la ricetta dei candidati alle Primarie per risollevare Torino Nord

Primo confronto pubblico alla Fabbrica delle E

"Su Torino Nord ci giochiamo la vittoria o la sconfitta alle prossime elezioni comunali". Di questo è convinto Igor Boni, candidato radicale alle Primarie del centrosinistra, che questa mattina - martedì 1 giugno - ha disputato insieme a Francesco Tresso, Stefano Lo Russo ed Enzo Lavolta il primo confronto pubblico presso la Fabbrica delle E di corso Trapani. 

A decidere dunque il prossimo sindaco della città potrebbe essere proprio la periferia più discussa. Quella che già dieci anni fa venne individuata come un'altra Torino: "Dieci anni fa con Valentino Castellani facemmo una mappa statistica della città e venne individuato corso Regina come un solco che divide due città diverse, quella di chi sta in centro e  quella di chi sta nella zona nord", spiega Boni, "Quella sollecitazione all'epoca non venne ascoltata e continua a non essere ascoltata".

Spaccio, degrado e abbandono sono le principali problematiche di un territorio che deve godere di maggiore attenzione. "Io sono convinto che da Torino Nord passi la riscossa economica della città, perché lì in quel quartiere esiste l'energia, la voglia, la capacità di riscostruire un tessuto economico diverso da quello che conosciamo", continua Boni, "Esattamente come San Salvario fu il quartiere della malavita, del malaffare, del degrado anche Torino Nord può diventare altro". 

Per farlo però si deve immaginare un piano che metta in sicurezza quelle zone periferiche e su questo i quattro candidati del centrosinistra hanno ricette differenti. "Aurora è un quartiere a meno di un chilometro da Palazzo di Città eppure ha indicatori di disagio sociale più rilevanti rispetto a periferie fisiche distanti dal centro della città", commenta Stefano Lo Russo, capogruppo in Sala Rossa del PD, "La sicurezza non è un valore di destra, ma un valore di sinistra. Dobbiamo occuparci delle persone fragili con un approccio intelligente che sia preventivo, di monitoraggio e di prossimità. Che agisca sulle cause dell'insicurezza. Come la precarietà che genera rabbia e assenza di futuro". 

Per Fracesco Tresso, candidato civico, le periferie devono essere coinvolte maggiormente nella vita cittadina: "Le periferie sono state considerate luoghi di scarto residuali che ospitano carceri, campi nomadi, elettrodotti, centri commerciali. Spostiamo l'assessorato alla Cultura a Barriera di Milano. Iniziamo a cambiare il paradigma, non più la città che dal centro guarda fuori, ma quella che da fuori guarda al centro. La sicurezza non si raggiunge con un sistema di videosorveglianza, ma con i servizi diffusi e di prossimità che danno un'idea di una presenza costante e continua. Bisogna creare partecipazione attiva"

Di parere simile Enzo Lavolta del Partito Democratico: "Ho proposto che le anagrafi non solo si riattivino ma diventino dei luoghi di cultura, di confronti e nei quali gli anziani possano incominciare a confrontarsi con un'amministrazione che deve tornare a essere amica e vicina. Il senso di insicurezza a volte fa più danni dell'insicurezza stessa". La risposta dunque per Lavolta non può essere che nella riappropriazione dello spazio pubblico e per questo immagina percorsi di semplificazione che possano permettere ai cittadini di usufruirne. 

Radicale, in tutti i sensi, la ricetta di Igor Boni: "La destra alimenta la paura e la percezione di insicurezza perché così acquista consenso, ma noi non possiamo fare finta che non ci sia. L'approccio che è stato messo in campo è spesso securitario: più forze dell'ordine e repressione. Il risultato è scarsissimo perché in ogni angolo di questa città esiste lo spaccio e la criminalità lo gestisce". Che fare dunque? La risposta per l'esponente radicale passa anche dalla legalizzazione delle droghe leggere. 


 

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